Premio Nobel per il Giornalismo a Giovanni Floris

novembre 24, 2010

Ecco la vergognosa telefonata del Caimano a Ballarò di ieri sera, alla quale il più grande conduttore della Rai Giovanni Floris ha risposto alla grande, difendendo la dignità della categoria e del servizio televisivo pubblico. Sono questi gli esempi da seguire per chi fa questo mestiere. Perchè da qualche lustro a questa parte sono tanti i piccoli caimani che proliferano anche in provincia. Troppi i potentucci paesani convinti di poter ficcare il naso nel lavoro dei giornalisti liberi e con la schiena dritta. Testa alta e schiena dritta sempre e comunque.
Lo sappia anche chi occasionalmente mi lancia qualche frecciatina dal suo sito (che è roba seria, mica un inutile blog come questo…) e che, guardacaso, è stato l’unico collega dell’informazione che, seppur invitato, non venne alla presentazione del mio libro lo scorso 23 agosto al World Village sul lungomare di Siderno. Non sentì nemmeno la necessità di informarmi preventivamente della sua assenza. Anzi, lo videro passeggiare nei pressi del luogo scelto per la presentazione. Non me l’aspettavo proprio da un gentiluomo come lui. Ma capita, anche nelle migliori famiglie. Di certo può indirizzare altrove i suoi sassolini che di tanto in tanto estrae dalle sue lussuose scarpe. E sappia che penso sempre di non essere debitore nei confronti di alcuno. Ho imparato qualcosa dai grandi giornalisti. Ma non ho avuto mai padri putativi, mecenati o sponsor. Solo il mio impegno, la mia passione, la mia dedizione a questo lavoro, mi hanno permesso di ottenere qualcosa in più, anche se mi considero un eterno studente «Perchè la materia di studio sarebbe infinita, e soprattutto perchè so di non sapere niente». La mia gavetta è appena iniziata e durerà in eterno. Perchè non dirò mai «Io ormai questa cosa non la seguo più», sia essa una finale dei play out di Seconda categoria (vedi Ardorese-Piminoro di qualche anno fa quando in tribuna eravamo in sei, comprese le forze dell’ordine) o la conferenza stampa di una presentazione di una sagra, piuttosto che un’importante riunione istituzionale. Forse il segreto è proprio questo: spendersi sempre e comunque, assecondando quella curiosità giornalistica che sicuramente è il vero motore di questo mestiere. Il resto sono chiacchiere. Anzi, pettegolezzi.


Che fine fanno i nostri soldi?

novembre 23, 2010

Da tempo non mi scandalizzo più per la politica. Ed ho smesso da un po’ di pensare che i buoni siano tutti da una parte e i cattivi dall’altra. Del resto, il contatto giornaliero con esponenti di ogni colore politico e di tutte le ideologie, mi ha indotto ad avere un approccio più “laico” con la politica. Ma se si dovesse realizzare l’ipotesi paventata sulle pagine del Fatto Quotidiano di oggi, la mia indignazione raggiungerebbe il picco più alto in oltre quarant’anni di vita. Pare, infatti, che la legge di stabilità (ex Finanziaria) preveda un prelievo tout court dai soldi che i cittadini hanno destinato col cinque per mille della propria dichiarazione dei redditi per altri usi. In pratica, se tutti noi abbiamo deciso di devolvere una quota della nostra Irpef alla ricerca su malattie contro il cancro, la sclerosi multipla, la Sla ecc., o ad organizzazioni umanitarie come Emergency e Medici senza frontiere; ossia alle mense per i poveri o al telefono rosa o azzurro, ora veniamo a conoscenza che il ministro Tremonti, avrebbe l’intenzione di prelevare il 75% di questi fondi per destinarli a foraggiare scuole ed università private e al finanziamento dei giornali di partito. Quelli, per intenderci, che non compra quasi nessuno e che spesso non arrivano nemmeno in edicola. Già, il superministro dell’Economia avrebbe posto un tetto massimo di 100 milioni di euro per rispettare la scelta dei contribuenti, sottraendo alla ricerca sulle malattie e alle organizzazioni umanitarie 300 milioni, visto che lo scorso anno potevano disporre di quasi 400 milioni. Un furto, insomma. Una beffa a chi opera nel sociale e per i cittadini che hanno perso pure la certezza che i loro soldi, indicati con un’opzione sulla dichiarazione dei redditi, vengano utilizzati secondo la loro indicazione. Che fare? Sperare in un sacrosanto emendamento in Parlamento, o aspettare che nascano nuovi Mara, Renato e Alberto? Sono nauseato. E oggi più che mai mi vergogno di essere italiano.


Sos Vendola!

novembre 18, 2010

Dopo la vittoria contro Boccia in Puglia e quella di Pisapia alle primarie milanesi, Nichi Vendola è pronto a calare un altro asso alle elezioni comunali di Bologna: Amelia Frascaroli, già consigliera comunale come indipendente del Pd (lontana, dunque, dai soliti apparati tra i quali si scelgono i candidati perdenti del partito di Bersani alle primarie); cattolica dossettiana (quindi più a sinistra degli ex Ds del Pd) e attiva nel volontariato e nel sociale. Una, per intenderci, che non fa campagne elettorali faraoniche ma invita senzatetto e meno abbienti a casa sua, ascolta le loro esigenze, offrendo loro un tè e una fetta di torta. Altro che i salotti della Santanchè e i vari soggetti che piacciono tanto al Pd come Calearo, Montezemolo e compagnia bella! Auguro alla Frascaroli di diventare sindaco di Bologna, che deve tornare quella bella città “a misura d’uomo” nella quale i miei amici hanno fatto gli anni dell’università e che possa restituire ai portici, a via Zamboni e ai giardini Margherita un po’ di quella Bologna che fu. Ora però chiedo a Vendola uno sforzo in più: vista la sostanziale stasi in cui si trova il centrosinistra calabrese (col Pd che si divide ulteriormente al proprio interno creando nuove correnti che sembrano la radice quadrata di un partito, una sinistra radicale che (caso unico in Italia) si è spaccata dopo le elezioni regionali, rompendo la neonata Fds, con l’Idv lacerata da polemiche e lotte intestine e l’ambiguità di un consigliere regionale che ha aderito a Sel ma rimane a fruire dei fondi destinati al gruppo della Fds, lista nella quale è stato eletto), Nichi, vieni in Calabria, studiati i soggetti e dicci chi sarà il candidato migliore per la provincia di Reggio Calabria e per il capoluogo, passa al vaglio il candidato del centrosinistra al Comune di Siderno, resuscita quel che rimane nella sinistra di Locri e ricordati di chi, al Sud, è pronto a fidarti di te, visti i precedenti incoraggianti. E il Pd? Sia coerente e rispetti la volontà degli elettori. Altrimenti, ponga fine alla sua esistenza, dopo aver inanellato una serie di fallimenti, dalla presunta vocazione maggioritaria alla perdita di un terzo dell’elettorato. O no? 🙂


Il Suk

novembre 16, 2010

Leggere sulla stampa nazionale dei movimenti di “mercato” tra deputati mi diverte e m’inquieta. Il Caimano le sta provando tutte pur di stare a galla, cercando di tentare anche i finiani a suo avviso più avvicinabili. Ma fino ad oggi gli avrebbero risposto picche. Leggo pure che Futuro e Libertà potrebbe essere il prossimo approdo del senatore Luigi De Sena, già superprefetto di Reggio Calabria, eletto, sotto i buoni uffici di Veltroni, proprio coi voti dei democrat calabresi. Anche di quelli che avrebbero voluto votare l’allora presidente della commissione parlamentare antimafia Francesco Forgione, e che non l’hanno fatto per disciplina di partito. Se davvero De Sena dovesse passare con i finiani, sarebbe l’ennesimo schiaffo per i democrat, già abbastanza scottati dal “caso Calearo” e da altre genialate partorite dalla geniale mente di “Uolter”, Massimo, Piero e soci. E poi si lamentano se in Puglia vince Vendola e se alle primarie per decidere il candidato sindaco i milanesi preferiscono Pisapia. Chi è causa del suo mal, pianga sé stesso. Anche dopo aver fatto ricorso allo strumento delle primarie, vera ancora di salvezza di una base come quella del Pd che è sempre più distante dalla classe dirigente. Talmente distante che poi quando è chiamata a scegliere si orienta su candidati che non sono espressione del partito. Avranno imparato la lezione?


Non è la Rai. E nemmeno Mediaset o Sky :-)

novembre 11, 2010

La foto è stata scattata sabato scorso, durante la telecronaca per Tele radio Sud di Brancaleone-Siderno, big match del campionato di Promozione calabrese girone B, davanti a una tribuna gremita di persone e due tifoserie accese e chiassose come non mai. Quanta adrenalina a commentare le partite nei campetti di provincia! Mi ricorda gli inizi della mia modestissima carriera, quando per il programma di Radio Roccella “A bordo campo”, andavamo negli stadi del calcio dilettantistico locale a commentare in diretta (grazie ai telefonini) le fasi salienti delle partite. Quanta pioggia e polvere addosso! E quante occhiatacce e parole non proprio benevole da parte di certi tifosi che anche se ti sforzi ad essere professionale al massimo, ti accusano sempre di essere di parte. Ma la soddisfazione del lavoro ripaga di tutto. Ricordo la grande emozione che mi regalò il grande collega Rai Giovanni Scaramozzino quando mi permise d’intervistare telefonicamente due mostri sacri come il compianto Nando Martellini e il grande Alfredo Provenzali. E quanto imparai dalla loro modestia! Due persone alla mano che sorrisero nel sentirmi così emozionato e invitarono me e gli altri colleghi a continuare in questo meritorio ma scomodo lavoro, fatto spesso in piedi, senza tribune stampa e i grandi mezzi tecnici di Tv e radio nazionali. Nessuna spider-cam o monitor sulla scrivania. Bisogna commentare le azioni così come sono, senza nemmeno il replay, e guai a sbagliare! Il tutto con una grande passione e l’attività di operatori di ripresa che solo grazie all’esperienza (come nel caso di Giovanni e Bruno) o della prestanza fisica e senso della posizione (come Nicola e Marco) riescono a offrire le immagini giuste per rendere al meglio il sincrono col parlato del telecronista. A volte anche senza cavalletto e con la telecamera a spalla. E’ il bello delle Tv locali. Quelle che nessun passaggio al digitale terrestre o nessuna parabola potranno mai far passare in secondo piano. Va aggiunto che la telecronaca di sabato scorso è stata impreziosita dai commenti dell’amico e collega Roberto Saverino del Quotidiano della Calabria. Segno che quando ci si trova di fronte a persone serie, capaci e credibili (e soprattuto degli amici veri) la competitizione tra testate differenti passa davvero in secondo piano. Eccoci ritratti a fine partita. Stanchi ma felici 😉


A.A.A. Cercasi coerenza

novembre 6, 2010

La nascita del movimento finiano di “Futuro e libertà per l’Italia” è sicuramente la novità politica di maggior rilievo del 2010. Non posso dimenticare, infatti, quando alcuni pidiellini convinti, prima dello scorso mese di luglio, erano pronti a scommettere che il presidente della Camera e i suoi non sarebbero mai usciti dal Pdl. E invece…e invece il gruppo c’è, non sono i “quattro gatti” che dicevano i berluscones con non poca supponenza. Il gruppo parlamentare cresce di giorno in giorno, e il partito si sta radicando nel territorio, con molte adesioni di chi, probabilmente, aveva bisogno di un sussulto di dignità politica dopo lustri e lustri all’ombra del Cav. Ora, però, come acutamente evidenziato da Marco Travaglio sulle colonne de “Il Fatto quotidiano” i finiani devono rimanere coerenti fino alla fine, evitando di imbarcare chiunque pur di assicurarsi voti e numeri. E non è un’impresa facile. Se è vero com’è vero che Fli ha sbarrato le porte all’ex ministro dei Lavori Pubblici (e degli interessi privati, anzi, familiari) Lunardi, è altresì acclarato che molti nuovi ingressi nel partito fanno discutere. In primis quello dell’ex redattrice del Manifesto Tiziana Maiolo, berlusconiana dal 1994. Come si fa, infatti, a condurre battaglie legalitarie con una che ha avallato tutte le porcate del Cav. in tema di giustizia? «Non si puà», come direbbe il buon Roby Facchinetti dei Pooh. E il problema della coerenza e della selezione della classe dirigente non riguarda, ovviamente, solo i finiani. Una delle cause dell’allontanamento della gente dalla politica, infatti, come spesso evidenziato su questo blog, sono state le campagne acquisti condotte dai partiti in prossimità delle elezioni. Si è imbarcato chiunque; a destra e – purtroppo – a sinistra. Fregandosene della storia politica di ognuno di quei potenziali portatori di voti che sono stati reclutati in vista delle elezioni. Io, nella mia breve esperienza di militanza politica di un lustro fa, ho visto imbarcarsi in un partito di sinistra radicale, dei veltroniani assunti nella struttura speciale di un consigliere regionale che si sono assunti ad interim l’incarico di aprire sezioni partitiche “in franchising”; amministratori dalemiani ed ex democristiani candidati alle elezioni. Nomi, appunto. Che aderiscono ad un partito nella sua fase “ascendente” per poi abbandonarlo quando la nave va a picco. Con totale mancanza di rispetto per la base autentica, per i militanti che ci credono e che finiscono per essere soltanto dei portatori di voti e peones a vita. E’ stato uno dei motivi principali per i quali ho lasciato la politica attiva, unitamente all’avvio di questa meravigliosa ed esaltante avventura editoriale che mi sta facendo seguire la politica da un’altra angolazione: quella del giornalista che riporta i fatti in maniera critica ma asettica. In posizione, cioè, di assoluta terzietà rispetto ad ogni soggetto politico. Ma resto pur sempre un elettore, e prima di dare il mio voto guarderò con occhio attento e nel contempo critico ai nomi delle varie liste. Se è vero che non voterò per gli ex fascisti di Fli, infatti, nessuno, nemmeno a sinistra, avrà il mio voto “a prescindere”. Lo sappiano tutti. Vendola compreso. Buon fine settimana 🙂


Questa è proprio grossa

novembre 5, 2010

E quindi, le rivelazioni di donnine varie che gravitano attorno a palazzo Grazioli e alle altre case del premier sarebbero frutto di un complotto ordito dalla mafia nei confronti di B.? Questa è veramente grossa: sparata apposta per alimentare quei pettegolezzi tipici da bar dello sport (che io non frequento), da saloni da barbiere (meno che mai…) o da luoghi in cui per passare il tempo si chiacchiera, e spesso a sproposito. Ma come? Prima si vantava della sua condotta libertina, del giro di ragazze che frequenta e poi tira fuori ‘sta balla colossale? Provo rabbia, perchè ci sarà sempre qualche allocco, in giro per l’Italia, che gli crederà. Anche stavolta, nonostante molti suoi sostenitori abbiano alzato bandiera bianca sulla questione (vedi Veneziani, Belpietro, ma anche i gay di destra), ci sarà qualcuno che non ha capito di essere preso in giro. Che tristezza. E che rabbia a pensare ai carabinieri usati come scorta delle “ragazze” costretti a passare la serata fuori dalla ville, mentre dentro… Pare che una volta il sultano sia uscito a scambiare due chiacchiere con loro. Questo il contenuto di un virgolettato di un carabiniere reso al Fatto Quotidiano: “Beati voi che adesso andate a casa a riposare…a me, invece, anche stasera tocca scopare”. Al danno, dunque, si è aggiunta la beffa. Mentre si scopre dalla stampa delle strane frequentazioni di Lele Mora e di quel ristorantino milanese frequentato da gente del “giro”. Sono nauseato. 😦

P.S.: per riprendermi ho provato a chiedere a Ruby Rubacuori l’amicizia su facebook, ma è impossibile: ha già troppe richieste di amicizia. E’ un venerdì nero 😦