Hanno perso tutti

Per semplicità d’informazione oggi i Tg hanno dato la notizia della cosiddetta “vittoria del Sì” al referendum sull’accordo per investire nello stabilimento Fiat di Mirafiori, a fronte di qualche grosso sacrificio da parte dei lavoratori, mascherato dall’odiosa e ipocrita espressione “flessibilità nell’utilizzo della forza lavoro”. In realtà, il risultato finale (54% per il sì e 46% per il no) ci dice che non ha vinto nessuno: non ha vinto Marchionne che si ritrova una fabbrica spaccata in due. Non hanno vinto i sindacati che hanno sostenuto le ragioni del sì in buona fede: non credo siano “venduti” o “gialli”, piuttosto penso che credano in un modello diverso di relazioni industriali, in cui la concertazione sia sempre al primo posto pur di ottenere dei risultati tangibili. Proprio quei risultati che ora Cisl, Uil, Ugl & Co. si aspettano in termini d’investimenti: se non dovessero arrivare rimarrebbero “col sedere rotto e senza ciliegie”. Loro e i loro iscritti. E non ha vinto la Fiom: il 46% è uno straordinario risultato ma non basta per conservare diritti acquisiti nei decenni precedenti: certo, la dignità dei lavoratori non ha prezzo, ma la radicalizzazione dello scontro interno ai dipendenti è l’effetto peggiore del “marchionnismo”. Una guerra tra poveri che arriva quarant’anni dopo l’introduzione dell’inquadramento unico che pose fine alla storica contrapposizione tra “colletti bianchi” e “tute blu”. Oggi, queste ultime accusano proprio gli impiegati di essere stati determinanti per la vittoria del sì. Chi sostiene questo, significa che si è arreso alla logica perversa che passa per l’asse Marchionne-Berlusconi-Bossi-Minzolini-Ricucci et similia. Quella dell’individualismo sfrenato e spietato. Non è così che si ragiona, ed ora la sfida principale per i lavoratori e i loro rappresentanti sta proprio nel ricostruire un fronte unitario che solo in questo modo può arginare il marchionnismo. Vero e proprio spettro che da tempo si annida sul mondo del lavoro.

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2 Responses to Hanno perso tutti

  1. Virginia ha detto:

    Non esiste nessuna possibilità di fronti unitari su queste basi. Non si può dire sì Gianluca, dai! E l’unità sarebbe possibile solo se la FIOM dicesse sì all’accordo. Spero bene che Landini non lo faccia MAI, perché se, a fronte di 600 iscritti, ha avuto oltre 2000 voti, è proprio in quanto la gente ha visto FINALMENTE qualcuno capace di dire no, in un paese ormai venduto al liberismo e alla logica del potere.
    Ti rendi conto che Pomigliano doveva essere un’eccezione e Mirafiori ha fatto peggio?
    Non si può più. Siamo al muro contro muro. A tutti i livelli, sindacale e politico. Non l’abbiamo voluto, ma ci hanno costretti e che muro contro muro sia!
    Perché non si può più dire sì.
    La strada per andare avanti è dire no!
    Non è dicendo sì che ci si garantisce, e lo abbiamo capito quando Pomigliano è diventata la regola e non più l’eccezione. Oltretutto, come ti ho dimostrato coi dati, il lavoro, se ci sarà, sarà per pochi e per poco tempo.
    Anche se c’è solo la FIOM a sostenere gli operai, non puoi chiedere unità, no! Si deve andare avanti così, alla faccia di sindacati VENDUTI, alla faccia di chi governa e dichiara che Marchionne fa bene se se ne va dall’Italia (Berlusconi), alla faccia di chi dovrebbe fare l’opposizione e dichiara che ‘Io voterei sì, ma non lavoro nella FIAT’ (Fassino), o che Marchionne ha fatto la scelta giusta perché è la globalizzazione che lo chiede (Chiamparino).
    O il fronte unitario si fa sulla difesa del contratto nazionale di lavoro, o niente!
    Viva Landini e viva quegli operai che hanno votato no, i quali sono passati dal 36% di Pomigliano al 46% di Mirafiori e soprattutto perché chi fa le macchine ha respinto l’accordo. E tenendo conto di chi non ha votato il sì è minoritario, il che anche dal punto di vista della rappresentanza per me è una vittoria, altroché! La vittoria di chi sta acquisendo sempre più consapevolezza che ai ricatti non si cede e che è ora di rialzare la testa, far capire che le abbiamo viste le carte truccate e non cadiamo più nel bluff e che siamo pronti a difendere i nostri diritti, prima che si finisca per andare tutti a lavorare per 12 ore al giorno a 500 euro al mese!

    …si capisce che sono incazzata? 😉

    P.S. Non per buttarla in politica, ma se ti va leggi cosa dicono gli operai di Mirafiori sul PD:

    http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/economia/201101articoli/62338girata.asp

  2. maxreale ha detto:

    46 VOLTE GRAZIE a chi ha rischiato di finire sul lastrico pur di non cedere al ricatto. Queste cose danno un po di fiducia nel futuro….

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