Il cliente ha sempre ragione

Di certe cose ti puoi ricordare solo di sabato mattina, quando hai qualche minuto (non di più) di tempo per fare quelle piccole commissioni che durante la settimana non riesci a sbrigare. E così, ieri mattina, ho finalmente trovato il modo di estrarre le griglie del piano di cottura della mia vecchia cucina a gas (ormai logorate dal fuoco dei fornelli) per portarle in quel negozio dove qualche anno fa, dopo un’Odissea durata qualche giorno nei rivenditori del genere della Locride, me la fornirono, dopo aver “rottamato” quelle originali. «Ormai – mi sono detto – vado a colpo sicuro: so che lì le trovo, perché sono rivenditori esclusivisti di quel marchio. E poi qualche anno fa furono così veloci che mi rimproverai il tempo perso ad andare a cercarle in giro». Scendo dalla mia vecchia utilitaria coreana, con la mia griglia in mano ancora sporca. Entro nella “reception” del negozio e la tipa al banco non risponde al mio saluto. Le formulo la richiesta porgendo la griglia nei pressi del banco, quando mi fa «Eh no, se non mi dice il codice della cucina, il modello o almeno il piano di cottura, come faccio a capire che griglia le devo dare, o comunque ordinare? Io la ricerca la faccio tramite computer e devo avere il codice». Mi sono sentito antico, demodé. Uno di quei clienti – per intenderci – ancora abituato ai vecchi magazzinieri col camice blu, che quando gli porti il pezzo vecchio sanno già trovarti quello nuovo o, male che vada, uno compatibile. Invece la tizia no, lei smanetta solo tra i tasti del computer, guarda a video e poi ti dice se il pezzo è in stock o se lo deve ordinare. «Di solito l’informatizzazione agevola le ricerche – commento a voce alta – stavolta invece le rende più difficili». La tipa mi guarda come a dire «Ma che c… vuoi, imbecille, vattene da un’altra parte…». «Eppure – insisto io – qualche anno fa proprio qui mostrai la griglia vecchia e mi diedero subito il ricambio nuovo». «Eh lo so – mi risponde – ma io non le posso fare niente». Le chiedo il numero di telefono – quello del negozio, non il suo – perché qualora trovassi il codice della cucina potrei ordinare il ricambio con una telefonata, evitando il mesto rito di una visita commerciale tutt’altro che cortese. Me lo scrive su un pezzaccio di carta – ma come? Non erano tutti ipertecnologici e informatizzati? – e quando le chiedo l’e-mail me la scrive sotto il numero, ancora più controvoglia. «Visto che siete informatizzati – commento io – ve la posso ordinare così». Credo di essere stato frainteso, perché quando ho ringraziato e ho salutato nell’accomiatarmi non mi ha detto né «Prego», né tantomeno «Arrivederci», rimanendo in un silenzio carico di livore e disprezzo. In realtà non la volevo prendere in giro, ma avevo intuito che, stante la difficoltà a individuare il codice della cucina, l’unica soluzione sarebbe stata quella di fotografare il piano di cottura e spedire la foto ai potenziali fornitori. Tra i quali, ovviamente, non ci sarà il magazzino della signora scortese. Web, pensaci tu!

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One Response to Il cliente ha sempre ragione

  1. Centro Ricambi Elettrodomestici ha detto:

    http://www.crericambi.it
    Registrati. In pochi giorni dall’ordine, ce l’hai a casa. Ti telefonano pure, se del caso.

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