Facebook addio

Stamani, poco prima delle nove, ho disattivato il mio account su facebook. Una decisione presa con la stessa fredda determinazione con cui, tantissimi anni fa, gettai il ciucciotto dal balcone. Ribellione e indipendenza, ma anche istinto e spontaneità. Ho scoperto che la procedura per “cancellarsi” non è semplicissima, e che l’amministratore prova diverse volte a convincerti a cambiare idea. Nulla da fare. E quando ho dovuto motivare la mia scelta, ho scritto semplicemente che “facebook è inutile”. Già, perchè quando vuoi rimanere in contatto con gli amici usi il telefono o l’e-mail (sempre visibile su questo mio inutile blog, che è il primo sito che i motori di ricerca indicano quando si digita il mio nome) e quindi non serve il social network,che invece ti propone tutto ciò che di superfluo possa essere proposto. Basta! Da oggi non “taggo”, non “condivido” e non clicco “mi piace”. E spenderò parte del mio già esiguo tempo libero per ridare dei contenuti a questa mia creatura virtuale, che da qualche tempo trascuro. Forse anche per colpa di facebook. Che non mi manca per niente.

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18 Responses to Facebook addio

  1. simona ha detto:

    ooooh!finalmente abbracci la mia filosofia, chi mi vuole mi trova anche senza facebook!! solo che, concedimi questo vanto, io l’ho rifiutato sin dall’inizio!
    benvenuto nel club “io odio facebook”!!

  2. gianlucalbanese ha detto:

    Tanto di cappello, Simona! Tu, Domenico Carrà, Claudio Albanese, Peppe Racco e pochissimi altri non sono stati contaminati da questa stupida mania. Io ho avuto una crisi di rigetto e penso di non essere l’unico. Attenzione, però, all’ultima frase del suo post. E’ scritto proprio con lo “stile” di facebook. E’ paradossale, lo so, ma mi sembra di leggere quelle proposte che dicono “Vuoi iscriverti al gruppo “io odio facebook””? 🙂 Sto scherzando, ovviamente!

    • simona ha detto:

      ahahahaha! si in effetti si può immaginare un gruppo del genere su facebook…per quanto paradossale potrebbe tranquillamente sottolineare l’assoluta superficialità alla quale questo social network porta…d’altra parte non avevo dubbi che un tipo come te, prima o poi, avrebbe aperto gli occhi su questo fenomeno deviante, che per quanto mi riguarda ha logorato i rapporti umani svuotandoli un po’ di senso…senza voler cadere nella banalità delle frasi fatte ci sono troppo persone che si “taggano”, si “piacciono”, si “commentano” ma nella vita reale non si salutano nemmeno. credo sia uno specchio impietoso della società in cui viviamo, in cui tutto ciò che conta è apparire come una persona “in” che a un giro di amici “giusto” e che dice e pensa “cose giuste”. con la differenza che attraverso questo sistema non si fa che riproporre frasi di chissà chi ( mi è capitato di dare un’occhiata e il primo a rimetterci è l’italiano, purtroppo ) riscritte ( anzi nemmeno, incollate ) la maggior parte delle volte senza nemmeno ragionarci su. e lo si fa creandosi una fasulla cerchia di amici che finisci per incontrare solo virtualmente, dimenticando quant’è bello ridere faccia a faccia, magari davanti ad una bella birra, che con gli 0 e gli 1 di certo non puoi ricostruire al pc. triste vero? ed è così che io, nel mio piccolo, mi dissocio.

      • gianlucalbanese ha detto:

        I refusi capitano a tutti, quindi non fartene un cruccio. L’analisi del “fenomeno” facebook che hai fatto è quantomai reale: anche io mi ero ridotto, più per educazione che per altro, a “condividere” e a cliccare “mi piace” su cose di cui non me ne fregava granché. Tra l’altro, era tale il bombardamento di informazioni superflue, che anche quelle utili (come ad esempio i concerti in programma al Blue dahlia) si perdevano nel “mare magnum” delle decine e decine di messaggi e notifiche quotidiani. Se va da sé che con gli amici vicini è sempre meglio vedersi di persona, con quelli lontani preferisco le e-mail. Anzi, a onor del vero mi piacerebbe ancora scrivere lettere, ma la mancanza di tempo ed un servizio postale che non rende giustizia a tariffe relativamente care che paghiamo, m’inducono a ripiegare sulla posta elettronica.

  3. simona ha detto:

    pardon per gli errori di battitura, ho visto un’orrenda a senza acca che mi sta facendo impallidire!

  4. Virginia ha detto:

    Tempo fa sul mio ancor più inutile blog feci un articoletto facendo un po’ di differenze tra i vari tipi di approccio che ho avuto personalmente con internet e, nell’ordine, definii i forum come comunicazione senza filtri aperta a tutti e dunque di arricchimento di ideee, i blog come comunicazione selettiva e dunque di consolidamento di idee, e facebook come soliloquio, anche piuttosto insulso, e dunque inutile, se non per un ego che desidera parlarsi addosso: questa tua scelta mi conferma che non sono la sola a pensarla così.
    Dice, ma allora perché non ti cancelli? Per due motivi: il primo sono gli amici del corso di scrittura che ho frequentato gli anni scorsi, con una parte dei quali il punto di contatto è un gruppo su facebook, il GULP, e il secondo… mi vergogno un po’ alla mia età a gingillarmi con queste cose, ma insomma il secondo motivo sono i giochi: sono un’accanita farmvillica!
    … rimarremo amici lo stesso, vero? 😉

    • gianlucalbanese ha detto:

      Ovviamente sì. Anzi, mi piace tanto la tua classificazione dei vari tipi di approccio a internet. Anche io, una dozzina di anni fa, iniziai dai forum, soprattutto quelli dei tifosi di calcio, prima di intraprendere quest’avventura dell’inutile blog. Facebook è durato pure troppo rispetto alle mie previsioni 🙂

  5. Pietro ha detto:

    Come in moltissime altre cose della vita, anche facebook ha i suoi tempi: iscrizione, abbuffata di amicizie e disincanto successivo. Mi ricordo di quando scrivesti della tua iscrizione, dicesti subito che non ti sembrava il massimo ma che ti aveva cosentito di ritrovare qualche amico d’infanzia. Forse è l’unico pro di questo social network.
    Si sgonfierà anche questo, ma bisognerà aspettare che qualcuno inventi qualcos’altro.
    A me non piace, ma per adesso mi consente di stare a contatto con persone con le quali prima non avevo contatti. Preferisco anch’io, e di molto, i blog.

    • gianlucalbanese ha detto:

      Pietro, conosco e apprezzo l’attenzione con cui studi il fenomeno internet che ha anche ispirato un tuo libro (Interneide, appunto). E’ vero, i tre stadi del rapporto con facebook che hai elencato coincidono, anzi, ho già superato il disincanto e mi sono proprio stufato. Gli amici d’infanzia e i compagni di scuola non li ho mai persi. Con uno, poi, ci siamo rivisti dopo molto tempo (abita fuori) e mi parlava proprio dell’inutilità di Facebook. Ho rivisto qualche ex straniera; o meglio, qualche compagna di avventurette estive. Al di là della curiosità riguardante la foto attuale e l’inevitabile confronto col ricordo che avevo in mente, ci siamo limitati a qualche battuta iniziale e agli auguri per i rispettivi compleanni. Idem con qualche vecchia conoscenza, che il tempo, inevitabilmente, logora. Anche in questo, dunque, facebook ha fallito. Specie nell’omologazione che cerca d’imporre e alla quale per qualche tempo mi sono adeguato, ma che ora rifiuto con tutte le mie forze.

      • Pietro ha detto:

        Gianluca, tu hai un’alternativa importante che è il tuo blog. Ti confesso che stavo pensando di far sbarcare gli Sfiganauti su facebook, perché lo ritengo il giusto approdo per quegli sfigati. :-))
        E’ un fenomeno che va studiato, ma è cibo precotto; soprattutto per coloro che amano comunicare con link a raffica pieni di buoni propositi, buoni sentimenti, moralismi perfetti etc, facebook è uno strumento adatto. Lo faccio anch’io, certo, anche se provo a scrivere qualche notacon qualche riflessione, ma con scarsissime soddisfazioni. Vedo registrata gente che mai avrei pensato di trovare in rete. Non perché la rete sia un luogo, per quanto virtuale, per pochi, ma davvero capisco che è importante esserci, per molti, e nulla più. All’alba ci sono i link di immagini col sole che nasce e qualche garbato “buongiorno”, al tramonto c’è un link col sole che tramonta e qualche garbato “buonanotte”. Personalmente considero la rete una grandissima opportunità di espressione, cosa di cui ho costantemente bisogno. Purtroppo, sono incostante e non riesco mai ad allevare una creatura mia, come hai fatto tu con questo blog. Mi ricordo che una volta ad una cena ti dissi che avevo cancellato il mio blog e tu mi dicesti: “così, su due piedi, senza salvare niente?” Ecco, io ero riuscito a cancellare il mio blog dove qualcosa da salvare c’era; ma mi ero stufato e così lo cancellai.
        Da qualche giorno c’è un sole splendido e per fortuna i tramonti li vivo realmente, ma la sera quando sono al pc qualcuno dal profondo sud mi contatta sulla chat. Uno dei nipoti, un amico, un conoscente che vedo molto poco. Certo, esistono le mail e i cellulari, ma esiste anche facebook e sembra uno strumento poco impegnativo che attira anche coloro che si accontentano di riempire le proprie bacheche di link pieni di metafore e buoni sentimenti. Non credo che durerò molto, sono incostante per natura, ma non butto via il bambino con l’acqua sporca, perché ritengo che qualcosa di interessante si possa anche trovare. Confesso di aver nascosto molti commenti di “amici”, ma ammetto anche di aver letto cose interessanti. Normale che quando mi arriva uniscrizione al gruppo dei calamari volanti, tanto per dire, non so se mettermi a ridere o piangere. Di solito il pensiero va ad interneide e agli sfiganauti e sono certo che quando ne avrò abbastanza e avrò voglia di raccontare gli eccessi di facebook scriverò qualcosa di divertente e dissacrante. Intanto ho perso un amico e mi devo dare da fare per rimpiazzarti adeguatamnte;-) E mi dispiace, questo seriamente, per la Calabra Fenice 😉

  6. Pietro ha detto:

    Se posso usare una definizione metaforica per descrivere facebook, dico che mi sembra come una “pesca a strascico”. La rete raccoglie tutto ciò che c’è in rete…e quindi, chiaramente, ci sono i lati positvi e i lati negativi.

  7. tolodiario ha detto:

    Cacchio ti stavo proprio per chiedere l’amicizia. Roberto Tolomeo

  8. tolodiario ha detto:

    Dipende dall’uso che se ne fa, Gianluca. Credo che Facebook sia un mezzo virtuale di scambio di idee, di impressioni persino di emozioni (se si condivide un video su youtube o un brano musicale) davvero unico. Il rovescio della medaglia sono le tonnellate di link idioti, giochetti deficenti ma basta ignorarli. Anche io mi sono cancellato per alcuni giorni poi ho riportato il santo indietro. Per quanto mi riguarda è tutt’altro che inutile…

    • gianlucalbanese ha detto:

      Ciao Roberto! Sono contento che visiti sempre questo blog. Guarda, a me facebook aveva proprio scocciato, quasi una stupida forma di “dipendenza”, non ne potevo più. Ho provato a fare il link con l’indirizzo del tuo blog ma non mi dà nulla, solo la home page di wordpress. Mi dai una mano per “linkarti”?

  9. tolodiario ha detto:

    Il mio blog è ancora in fase di costruzione, o meglio di ri-costruzione. Più volte in passato ho provato a curarne uno ma per mancanza di costanza ho lasciato perdere (cancellandone anche le tracce dal web per quanto possibile). Ora mi sono deciso a riprovarci, appena sarà di nuovo online te lo farò sapere con un’altra risposta a questo post. A presto

  10. Giuseppe ha detto:

    INIZIA L’ATTACCO AL MONDO VIRTUALE
    VOGLIAMO L’EPIDERMIDE, GLI ODORI, LA PIAZZA REALE

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