Anime in plexiglass/2

Sabato sera, 22,30 circa. Al tavolo di un noto locale e punto di ritrovo della mia zona, sono in compagnia di quattro amici. Con due non ci vediamo da una settimana; con un’altra da un mese e mezzo e con un altro dal giorno del mio compleanno (quattro mesi fa). Abbiamo tante cose da dirci e siamo tutti intenzionati a passare un tranquillo dopocena, a rilassarci dopo una settimana di lavoro e impicci vari. Le poltrone sono comode, il tavolino quadrato un po’ meno e le bevande arrivano in tempi brevi. C’è un particolare che gioca a nostro sfavore: la musica incredibilmente alta, diffusa dagli altoparlanti che coprono tutta la sala e selezionata da un simil-deejay all’angolo opposto al nostro. Ci sono momenti in cui, a distanza di un metro, dobbiamo gridare per capire quello che ci stiamo dicendo. Lo facciamo notare – garbatamente – ai proprietari. Ci dicono che da loro è così, e per corroborare la tesi, mandano un simil-maitre al tavolo, che ci spiega che «Ovunque, nei locali c’è musica alta. In tutta Italia e anche all’estero, non capiamo dove sia il problema». Ma è solo l’inizio, perché pochissimi minuti dopo arriva con la chicca della serata: «Qui la gente viene per ascoltare la musica, mica per comunicare». Ricordo a me stesso che non si trattava di musica dal vivo, ma di semplici selezioni tratti da supporti standard (Cd, mp3, ecc.). Il bello è venuto durante il dialogo – sempre molto civile, per la verità- col simil-maitre dai lineamenti marcati e la bandana in testa. A un certo punto si è chinato verso il tavolo chiedendo a Paola di ripetere la frase che aveva appena detto. L’ho interrotti dicendo «Diglielo più forte perché non sente…». Chi è causa del suo frastuon…pianga sé stesso.
La morale della favola è che le nuove anime in plexiglass la domenica passeggiano al centro commerciale e il sabato sera vanno in un locale insieme ma senza comunicare. Come se fossero soli. Ad ascoltare una musica altissima diffusa e selezionata da un simil-deejay. Ed io continuo a sognare nella mia zona un locale del genere “Libreria cafè bohemien” di Roma (quartiere Monti). Sarebbe un ottimo rifugio per chi non vuole rassegnarsi a passare una serata da anima in plexiglass.

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