Ecco il candidato

A tutte le coalizioni politiche in cerca di un candidato sindaco, presidente di Provincia e Regione o per le aggregazioni alternative – si spera – a Berlusconi che non vogliono le primarie e men che meno la candidatura di Vendola a premier: questo post è per voi. Ho, nel mio piccolo, il profilo del candidato ideale, buono per tutte le stagioni e tutti gli schieramenti. E a corroborare la mia tesi passo ad enumerare alcune ragioni:

1) Ha 75 anni, quindi può essere considerato un giovane per la media della classe politica italiana;
2) E’ entrato nella Dc a meno di vent’anni, diventandone uno dei dirigenti più influenti e – si sa – le elezioni si vincono conquistando i voti dei centristi;
3) E’ abilissimo nella spartizione degli incarichi di governo e sottogoverno, tanto che ha creato un manuale ad hoc che porta il suo nome; un vero e proprio prontuario di calcolo della forza elettorale di ogni corrente e partito.
Il suo nome? Massimiliano Cencelli, la vera proposta alternativa in una politica in cerca di veri leader! 🙂

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10 Responses to Ecco il candidato

  1. Virginia ha detto:

    Data l’aria che tira, c’è rischio che ti prendano sul serio!

  2. gianlucalbanese ha detto:

    Dici? 😀 Pur di evitare le primarie, secondo me qualcuno ci sta pensando…

    • Virginia ha detto:

      Tu credi davvero che le primarie sarebbero risolutive? Io non lo so… non entro nel merito della tua terra, di cui so solo quello che leggo qui da te, ma per esempio a Napoli il PD napoletano si sta ancora sbattendo sul cadavere delle primarie, pensando al candidato che vorrebbe ma non potrebbe, e nel frattempo SeL e Rifondazione stanno lì contemplativi. Ci vorrebbero 20 Vendola, uno per regione…

  3. Pietro ha detto:

    Allora, Gianluca, siamo amici da parecchio tempo e ci capiamo pure…per questo capisco benissimo alcuni tuoi post che scrivi per stanarci…:-))) e io mi “stano” volentieri.

    1) Vendola ha meno anni del tuo prototipo di candidato, ma ne ha una ventina e passa da parlamentare.

    2) Vendola è stato sbattuto fuori al congresso di Rifondazione Utopistica, battuto da quel fenomeno di Ferrero. Poi si è fatto il suo partito, facendosi eleggere per acclamazione, mentre adesso si accorge delle primarie di coalizione. Una coalizione che, per adesso, purtroppo non c’è.

    3) non è stato abilissimo nelle spartizioni degli assessorati, visti i casini che sono scoppiati in puglia, dove sono stati coinvolti alcuni esponenti del PD, tra gli altri, tutti dimissionari o dimissionati.

    Vendola non ha creato manuali, parla con la poesia. Lo stimo, ma non per questo penso che sia migliore di Bersani come candidato Premier. Lui sta governando bene la Puglia? Bravo! Bersani ha governato altrattanto bene l’Emilia Romagna. Tutti, e non da oggi, contro qualsiasi cosa che fa il PD. Voglio dirti, però, che sabato mattina sono andato al gazebo del PD in centro, qui a Imola, a raccogliere le firme per le dimissioni di Berlusconi, e, credimi (lo sai che non dico bugie…), c’è entusiasmo nel PD per questa iniziativa che reputo importantissima; e ti spiego perché. Perché mentre alle manifestazioni in piazza – vedi 13 febbraio – siamo sempre gli stessi, al banchetto si sono fermati a firmare persone che non avevo mai visto. Ragazzi e ragazze che mi chiedevano se era possibile firmare dieci volte; ho sentito critiche al PD da persone che però firmavano con convinzione; ho visto entusiasmo perché ad un certo punto avevo davanti a me tre moduli per le firme aperti sul tavolo e la fila di gente, dopo oltre un mese di banchetti per la raccolta delle firme. Il PD ha un punto di forza proprio nelle primarie e, a differenza dei perdenti, rottamatori, rifondaroli vari e poeti quando non vince un candidato del PD la base non lo tradisce. A Milano, per esempio, è stato un successo per un candidato di 61 anni…a Torino uno scandalo per Fassino. A Milano abbiamo visto che anche Pisapia ha qualche piccolo neo, però siamo tutti lì a contare i nei di Fassino.
    Vendola la smetta di chiedere tutti i santi giorni le primarie e ci dica, ogni tanto, se condivide le proposte programmatiche di Bersani. A quel punto, che il programma lo attui un poeta o un laureato in Lettere poco importa.

    • gianlucalbanese ha detto:

      Pietro, non ho mai pensato che giovane equivalga a migliore: l’esempio della Regione Calabria è assai eloquente! E’ vero che Vendola ha perso il congresso del Prc, ma la sua mozione, che ho ascoltato attentamente nel congresso cittadino, era di gran lunga la migliore, e comunque capace di leggere in maniera assai concreta le mutazioni socio-economiche del ventunesimo secolo. Ha perso, ma oggi il suo partito ha almeno il doppio dei voti del Prc sommato al Pdci: qualcosa vorrà dire. E se ha sbagliato a nominare qualche assessore si è corretto in tempo, togliendoli la delega con grande tempismo. Poi, è logico che il centrosinistra ha il dovere morale e politico di stare unito. Stare unito….ho trovato il leader che mette d’accordo tutti: Gianni Morandi! Esperto ma con l’aria giovanile ed entusiasta. Self made man di origini proletarie ora borghese illuminato. Bella presenza televisiva ma anche rassicurante. E’ lui, è lui, è lui! 🙂

      • Pietro ha detto:

        Essì, dai, Gianni Morandi contro Apicella…
        Gianni Morandi, ha le mani troppo grandi…(che fa pure rima) e se poi mi mette le mani in tasca finisce per strapparmi i pantaloni; oppure rimane incastrato fino all’arrivo delle ronde padane.

  4. antonio ha detto:

    come descrizione somiglia anche a molti aspiranti candidati comunali e provinciali locali… la cosa triste è che alle nostre latitudini simili opzioni rappresentano la panacea di tutti i mali, l’unica alternativa possibile… nuova classe dirigente addio!

    • gianlucalbanese ha detto:

      Pensa che io non so più che pesci prendere…anzi, sai che faccio? ora pubblico sul blog l’articolo uscito oggi sul “nuovo che avanza” 🙂

  5. Virginia ha detto:

    Chiedo scusa se intervengo, ma non ci sto capendo più niente sulle primarie.
    Mi riferisco alle primarie nazionali, non a quelle regionali o locali.
    Io avevo inteso che le primarie nazionali servissero per scegliere il capo della coalizione alternativa al PDL; una volta scelto con le primarie il premier di coalizione, si sarebbe definito il programma comune, naturalmente indirizzato dal premier ma condiviso da tutte le forze di coalizione.
    La durata di tale coalizione era da definirsi, e poteva essere breve se la coalizione fosse stata allargata anche a destra al solo fine di chiudere il capitolo Berlusconi o lunga se finalizzata ad un progetto di governo ad ampio respiro.
    Io avevo capito così.
    E’ così o ho capito male?
    E se ho capito male, per favore spiegatemi allora a che dovrebbero servire le primarie.

    • gianlucalbanese ha detto:

      Virginia, io non sono un fan delle primarie. Ho cominciato ad apprezzarle solo quando, in Puglia e a Milano – tanto per fare due esempi – si è visto che hanno dimostrato come il “popolo del Pd” non ami i propri leader, preferendo i candidati proposti da altri partiti. Ora, il Pd le vede come uno spauracchio, anche se il ricorso alle primarie è previsto dal suo statuto che, come tutte le norme dell’ordinamento giuridico italiano, sembra avere un valore assai relativo

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