Il nuovo che avanza/2

Ecco cosa ne pensa del movimento che «non intende cadere in facili trappole anche di tipo mediatico», l’ex segretario provinciale dei Verdi Sasà Albanese, che fu uno dei fondatori di Siderno Libera. La nota è stata diffusa ieri, ovvero due giorni dopo l’uscita del pezzo riportato nel post precedente.

«Da cittadino di Siderno insoddisfatto di come stà crescendo questa città, preoccupato per il futuro dei tanti giovani che non vedono una prospettiva, allarmato da alcune notizie di cronaca che stavano gettando sulla nostra comunità inquietanti ombre, qualche anno fà, a seguito del commissariamento del Comune decisi di esprimere pubblicamente qualche mia opinione. Ritenevo e ritengo che bisognava fare uno sforzo per tentare di costruire un progetto di rinascita della nostra comunità coinvolgendo tutti i soggetti positivi con un programma fortemente innovativo capace di far ritornare Siderno quella locomotiva culturale, economica e politica che è stata nel passato all’interno di tutta la zona jonica.
Per fare questo serviva e serve il coraggio di tutta la parte sana della città! Il coraggio di mettersi in discussione, di scommettere sul rinnovamento, di guardare al di là del nostro orticello e cogliere le spinte e le esperienze più avanzate per diventare noi stessi esempio da imitare e non il riflesso di un’immagine di cui vergognarsi.
Un progetto di questo tipo richiede uno sforzo costruttivo nell’interesse della comunità. Serve ammainare le bandiere ideologiche e sopratutto serve delineare i confini dei soggetti da aggregare.
Su questa impostazione nasce Siderno Libera ed inizia un percorso di discussione aperta e pubblica, il cui spirito e missione risiedono nella volontà di attivare partecipazione all’insegna della trasparenza e della legalità.
Dopo estenuanti discussioni riusciamo a stabilire che non era possibile aprire confronti o immaginare convergenze con coloro che avevano amministrato la città negli ultimi anni ( il successivo arrivo dello tzunami giudiziario che ha coinvolto diversi esponenti della passata maggioranza doveva servire per chiudere definitivamente questa discussione) così non è stato!
All’inizio di questo cammino abbiamo convenuto che un progetto di questo tipo doveva coinvolgere attivamente il Partito Democratico, unica forza politica organizzata con cui dovevamo e potevamo dialogare, a cui abbiamo chiesto di farsi perno di un’alleanza con la città per costruire la sua rinascita, scommettendo con noi su una candidatura a Sindaco che desse il segnale di un rinnovamento. Le cose sono andate diversamente, il Pd lanciò subito la candidatura di Mimmo Panetta ed il dialogo si interruppe. Il movimento cominciò il suo cammino cercando di costruire una sua identità ed un suo progetto politico autonomo considerando prioritario il dialogo con la città. Almeno queste erano le intenzioni. Ma come tutti i percorsi innovativi, gli ostacoli sono stati tanti: qualcuno è andato in giro chiedendo adesioni contro questo o contro quello, qualcun’altro è confluito in Siderno Libera solo perchè metteva in discussione la candidatura di Panetta, qualcuno ha scoperto il gusto del tatticismo e della strategia cercando alleanze ora con l’UDC ora con altri arrivando perfino a far credere ipotetiche alleanze con il PDL. Mentre da un lato saliva il bisogno di dichiararsi e collocarsi a sinistra in maniera ideologica, nei fatti con poca coerenza si spingeva in tutte le direzioni, dimenticando lo spirito e la missione originaria.
Programmare qualche iniziativa, definire con chiarezza qualche posizione è stato estenuante ed in alcuni casi anche mortificante, con il risultato che siamo giunti alla vigilia delle elezioni (salvo imprevisti).
A questo punto bisognava fare un serio bilancio del lavoro svolto, della forza del movimento ed agire di conseguenza nella direzione dell’obiettivo principale ch era e rimane l’interesse dei cittadini: contribuire all’affermazione di una maggioranza la più utile possibile per rispondere alle attese ed al rilancio della città. Questa fase di riflessione seria è saltata per diverse ragioni, il lavorio pettegolo contro Panetta, un senso di autosufficienza che non si capisce bene su quali basi si fonda visto che il movimento di società civile ne ha coinvolta ben poca ( men che meno giovani e donne) e l’affacciarsi dell’ideologismo di bandiera tanto caro a Rifondazione Comunista, la quale nell’ultima fase si è presentata al gran completo spingendo in maniera forzata verso una rottura con il PD.
Io ho creduto possibile tenere il confronto sulle idee ed alla luce del sole, considerando che un confronto serio con il PD, a questo punto doveva prescindere dal candidato a Sindaco ma doveva basarsi su proposte qualificanti per il movimento come la composizione ed il numero delle liste, un impegno serio a tutela del territorio, nella riduzione delle spese inutili, la valorizzazione delle risorse positive presenti nella comunità e tanti altri aspetti che dessero un vero segnale di cambiamento come le affermazioni di principi e valori ( acqua pubblica, costituzione di parte civile nei processi di mafia, un politica dell’accoglienza inclusiva). Su molti di questi aspetti la convergenza c’è di fatto, su altri si doveva verificare, invece si è preferito saltare ad una scelta di testimonianza che non apporterà alcuna utilità alla città, forse neanche al protagonismo di qualcuno che in questi mesi ha dimostrato di non conoscere il territorio, i suoi bisogni e le sue attese. A questo punto non mi resta che fare gli auguri agli amici e compagni che hanno deciso di proseguire questa avventura in solitudine ( politica) ma se debbo dare un contributo voglio essere convinto che serva al mio paese, ai miei figli, ai miei concittadini, per le battaglie di testimonianza non sono più portato, sopratutto quando non è chiaro cosa si vuole testimoniare».

Le vicende raccontate da Albanese (che, giova ricordarlo, non è mio parente) sono quelle di uno che il movimento l’ha vissuto dal suo interno, non sono frutto del lavoro di un giornalista rompiballe. In ogni caso, dimostrano – qualora ce ne fosse bisogno – che i fatti sono ostinati. E sono tornati, dopo una momentanea scomparsa (o semplice latitanza) degli stessi, complici le sponde mediatiche “amiche” reclutate alla bisogna per minimizzare le notizie, omettere la loro pubblicazione, o, semplicemente, far dubitare dell’altrui credibilità professionale. Tentando di occultare, quindi, la realtà in maniera gratuita e inopportuna.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: