Le prime cinque candeline

E son cinque! Oggi festeggio il quinto anniversario dalla prima uscita di Calabria Ora con lo spirito di chi sta vivendo una grande storia d’amore – seppur professionale – che dopo un lustro sembra ancora più importante. Quanta vita in questi cinque anni così intensi e vissuti che, per quanto mi riguarda, hanno fatto tabularasa dei precedenti 35! Oggi non voglio parlare dell’aspetto professionale: lo faccio spesso e chi mi conosce sa il mio grande orgoglio di appartenere a questa testata unica, che ha avuto sin dal primo giorno un effetto dirompente in un panorama editoriale fiacco e asfittico come quello calabrese. Abbiamo rotto le scatole a tanti, e continueremo a farlo, incuranti della merda che qualcuno ha cercato di buttarci addosso. Noi c’eravamo, ci siamo, ci saremo. Siamo uomini e donne credibili, ancor prima che giornalisti, poligrafici, fotografi. Oggi voglio pensare a tutte le persone conosciute in questo lustro, e che mai avrei incontrato se non fosse nato questo giornale. Una gioia immensa quella della loro amicizia e conoscenza, una magia che si rinnova quotidianamente quando salgo i gradini della nostra redazione sidernese di via Verdi, la nostra seconda casa. Penso a chi c’era e, per un motivo o per l’altro, non è più con noi, a chi è entrato in punta di piedi per diventare presto una colonna portante, ai miei crescenti progressi e a quelli di chi ci ha creduto fino in fondo, alle soddisfazioni che non ci hanno mai fatto montare la testa. In questi cinque anni, nella nostra piccola comunità abbiamo festeggiato compleanni e matrimoni, siamo stati partecipi di lutti e nascite. Siamo una comunità, che va al di là del semplice gruppo di lavoro e che coinvolge tutti, dai vertici ai collaboratori. Sfido chiunque a trovare altrove un clima così. Oggi custodisco gelosamente il primo numero. Al di là del prodotto in sè, racchiude con sè i ricordi dell’attesa, del mese di prova coi tanti “numeri zero”, della testata sbagliata delle previsioni meteo, dell’influenza di Valter. Ricordi irripetibili, sui quali non bisogna mai adagiarsi, ma che costituiscono un pezzo importante di un’esistenza. Di sicuro quello più importante della mia vita professionale. Buon compleanno, CALABRIA ORA!

P.S.: un ultimissimo pensiero lo dedico a quel cretino che cinque anni fa disse “Poti durari n’annu, n’annu e menzu…” Tiè! :-p

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5 Responses to Le prime cinque candeline

  1. Virginia ha detto:

    Alla faccia dei malauguri, complimenti ed ad maiora, Calabria Ora! 😀

  2. simona ha detto:

    Ci sono anche per questo compleanno! è il terzo di fila per me..e sono estremamente felice!con voi mi trovo bene e mi sento parte di una vera famiglia! anche grazie a te!
    “buon compleanno” collega!!

  3. domenico ha detto:

    Tanti auguri a Calabria Ora e FORZA INTER!!!

  4. maxreale ha detto:

    non mi stanchero’ mai di dirlo: “Calabria Ora” e’ uno dei pochissimi quotidiani(dove per pochissimi intendo… al massimo 2) che vale la pena comprare.
    AUGURI e schiena dritta sempre!

  5. annalisacost ha detto:

    Il mio 5 compleanno 🙂
    mi hai fatto ricordare, l’incubo del “Eh mo che vogliono a fare gli articoli se ancora il giornale non esce in edicola?”. E quelle pagine poi stampati su foglio di A4 che mai nessuno avrebbe letto.
    Era tutto un mondo sconosciuto (e ancora lo è) per me.
    Ricordo quando ho conosciuto i due Vincenzo nella redazione. Mi pare fosse fine gennaio inizio febbraio?
    Non vedevo l’ora di vedere come fosse una vera redazione.
    Entrando con Vncenzo “il sindaco” ed Imperitura, nelle stanze di quelle che sarebbero state le stanze del nuovo giornale, ho sentito un forte odore di pittura. “I mastri” avevano appena finito di tinteggiare. Nella stanza lato strada c’era solo una scrivania, per il resto ne computer, ne sedie e la voce di Imperitura rimbombava mentre mi diceva “devi andare in comune, in commissariato, dai carabinieri, nelle associazioni, nella parocchia presentarti e dire che sarai la corrispondente di un nuovo giornale e, ah si vero devi anche vedere chi sono i candidati a bovalino per le provinciali”. Candidati, provinciali, carabinieri, polizia, comune erano termini lontani dal mio mondo “giornalistico” fatto solo di pane e Reggina :S 😀
    La telefonata di Valter Leone mentre ero a seguire la lezione di diritto costituzionale.
    Era l’inizio di qualcosa di magico che non so esprimere a parole.
    Poi il giornale in edicola e la corsa a vedere com’era quel benedetto.
    E le telefonate mattutine di Imperitura: “Cosa scrivi oggi?” ed io che ancora ero a letto 😀
    Le prime partite di calcio dilettantistico ed i grandi aiuti e consigli ricevuti da te e… come non ricordare, ora con un grande sorriso, anche i forti battibecchi con te (mi sa che sei stato l’unico – non solo a CO ma in generale- con cui ci ho battibeccato di brutto 😀 )
    Quanti errori ed orrori commessi, quanti ancora ne farò ma, non cambierei nulla, proprio nulla di questi cinque anni. Credo di esser cresciuta e maturata un po’.. tu dirai che sono diventata anche più antipatica.. mi sa che tieni ragione 😛
    Conoscere tutti voi, tutti, tutti,tutti nessuno escluso è stata una grande fortuna per me!

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