Un assaggio

Ora faccio come gli scrittori veri: pubblico uno stralcio di qualcosa che sto scrivendo per sondare gli umori dei malcapitati lettori. La storia è molto banale, quasi una “Sliding doors” paesana.

Qualche ora prima lui osservò il tempo variabile e pazzerello di una primavera appena preannunciata. Fu solo uno sguardo, due occhi stanchi appena distolti dai soliti feticci della vita quotidiana: orologio, smartphone, agenda. Quel pomeriggio era come molti altri, come quasi tutti gli altri. Pieno come un uovo di appuntamenti, scadenze, impegni. Poi quel rumorino appena accennato che preannunciava l’sms che lesse di fretta, quasi distrattamente. In quel momento non capì che avrebbe cambiato il corso di quelle ore. Un appuntamento, infatti, saltò. Si creò, nella sua mente sempre tesa all’ottimizzazione di tempi, un vuoto inatteso, un buco da riempire. Decise che sarebbe andato a fare delle compere. Niente spese folli, per carità, ma roba di qualità a un prezzo vantaggioso, giusto per non perdere quel vizio di ragionare, vivere e pensare da homo aeconomicus. All’ingresso del negozio vide lei e se ne ricordò. Rammentò, infatti, di averne ammirato, di passaggio, il viso dolce e le curve sinuose. Ma si diresse subito verso gli scaffali, con dentro una strana ansia: arrivare prima degli altri a trovare la merce buona e a buon prezzo, scegliere quello che meglio si addice ai suoi gusti e avere il tempo di trovare quello che, in fondo, cercava. Tra una ricerca e l’altra diede un’occhiata in più a lei e si accorse che è proprio bella. La sentiva, però, distante, quasi algida. Presa da un ruolo che gli avrebbe impedito qualsiasi audacia, men che meno un’inattesa confidenza. Due parole di circostanza, un breve scambio di battute sulla merce e sui prezzi. Il “lei” che divenne “tu” con naturalezza, perchè gli occhi sanno parlare con efficacia istantanea, e abbattono ben presto ogni gelido formalismo. Furono gli stessi occhi di lei che si scoprì distratta e rapita, forse anche da quel suo profumo, a dare origine a qualcosa di embrionale, mentre lui si mostrò compiaciuto dopo aver detto la battuta giusta al momento giusto. Del resto, il feeling crebbe velocemente. Bruciò le tappe. E prima di salutarla si sorpresero ancora una volta occhi negli occhi, incuranti dei clienti, degli orari e di tutto il resto. Lei raccontò tutto alla collega che nel frattempo stava servendo altri clienti. Lui pensò a crearsi presto un’occasione per rivederla. Poco più tardi il destino gliela offrì per una svista, forse volontaria. Quando lei lo rivide non credette ai suoi occhi e si lasciò andare a uno sguardo d’intesa con la collega come a dire «E’ lui»; lui trovò le conferme che stava cercando. Tutto ebbe inizio così, con un sms che preannunciò un appuntamento saltato.

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12 Responses to Un assaggio

  1. Pietro ha detto:

    E insomma, abbiamo capito, va’!
    L’altro giorno, a Bologna, uno dei genitori delle pallavoliste che stavamo accompagnando in trasferta, si fermò a chiedere un’informazione sulla via nella quale si trovava la palestra dove avrebbero disputato la partita di volley le ns atlete, e poi, dopo aver ringraziato il signore interpellato, chiese scusa per il disturbo…e questi gli rispose: non si preoccupi, io ho conosciuto mia moglie proprio fermandomi a chiedere a lei un’informazione su una via…

  2. gianlucalbanese ha detto:

    Pietro, da buon vecchio lupo di penna, ha subito pensato a qualcosa di autobiografico. In realtà potrebbe non essere così; o meglio, potrebbe non essere qualcosa di attuale, ma risiedere tra lo scrigno dei ricordi del passato. Che non sempre è una terra straniera. O no?

    O vogliamo indagare tra le vicende che potrebbero avere ispirato alcuni capitoli di Strade interrotte? 😉

  3. Virginia ha detto:

    Mi hai ricordato un pochino ‘Autogrill’ di Guccini, però con il lieto fine! 😀

  4. gianlucalbanese ha detto:

    E’ vero Virginia! Brava! Il punto è che Guccini c’entra sempre e comunque 🙂

  5. Pablo ha detto:

    Prima, con infinita umiltà e affetto, i rilievi:
    1. Variabile e pazzerello. Perchè pazzerello al diminuitivo, quasi vezzeggiativo? Non stai raccontando una favola ad un bambino ma una storia importante.
    2. Pomeriggio, tempo e quindi entità astratta. Definirlo pieno come un uovo, entità fisica, forse calza un pò a sghimbescio, non mi suona bene!
    3. E si accorse che è proprio bella. Fin’ora hai sempre parlato al passato.
    Hai uno stile personale e racconti in maniera fluida e fotografica gli eventi, al punto che si riesce a focalizzare mentalmente i fotogrammi delle scene nel divenire. Questo è molto bello perchè ti permette di scendere sulla scena e presenziare quasi fisicamente. Non è da tutti riuscire in questo. Gianly… sei un grande!

  6. gianlucalbanese ha detto:

    Grazie infinite, Paolo, per i commenti fin troppo benevoli e per l’attenzione che hai messo nella lettura. E grazie soprattutto per i rilievi: sono quelli che fanno migliorare chi scrive. Del resto, si tratta di una bozza, un embrione di testo che, in quanto tale, è suscettibile di tutte le variazioni che il caso richiede. Non so se diventerà un libro. Intanto scrivo. Di sicuro, scrivere da narratore è diverso che da giornalista: ci vuole molta più cura e pazienza e i testi vanno visti e rivisti, corretti e ricorretti. Il giornalista (specie quello di un quotidiano), invece, butta giù tutto e subito entro limiti spazio-temporali assai angusti: è uno stile di scrittura “arrusti e mangia”, come direbbe Sasà Albanese. Un abbraccio 🙂

  7. Pablo ha detto:

    Intanto l’importante è scrivere, raccontare, perchè vuol dire che l’anima ha cose da dire. Non ha importanza quanto tempo si impiega per scrivere un libro, se mai lo si pubblicherà. La cosa più gratificante è che dentro germogli qualcosa. Ho sentito dire che c’è una varietà di farfalla che deposita le uova nel terriccio e lì rimangono per anni, molti anni, finchè le condizioni non permettono lo sviluppo dell’uovo in larva, della larva in crisalide e di quest’ultima in quel meraviglioso insetto, un vero capolavoro della natura. Ti auguro che allo stesso modo possa nascere il Tuo libro. Un abbraccio.

  8. Pablo ha detto:

    A proposito dell’arrusti e mangia…a quando?

  9. gianlucalbanese ha detto:

    Quando, dove e come vuoi 😉

  10. maxreale ha detto:

    wow……………

  11. Pietro ha detto:

    non muovetevi fino al primo maggio, arrustitori!
    Gianluca, bravo…poi ti dico perché :-)))

  12. Pietro ha detto:

    Dicevo, Gianluca, che per un momento si sono capovolti i ruoli. O meglio, io sono passato dalla parte di quelli dai quali mi devo “difendere”.
    Mi spiego meglio: io ho ipotizzato un racconto, diciamo così, con una quota autobiografica, mentre tu mi dici, o sei “costretto” a dirmi, che non è così. Questo capita spesso anche nei giudizi che danno a qualche testo che ho scritto io, e devo ammettere che a volte mi dà fastidio, questo “sospetto”…per cui, bravo tu a rigettare la palla di qua della rete. Per ciò che riguarda le indagini su Strade Interrotte, possiamo anche indagare…basta che non indaghiamo sul racconto “Il prezzo dell’altrui libertà”, altrimenti finisco in galera…:-)

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