Le cinque proposte: sotto a chi tocca!

A circa due mesi dal rinnovo dei consigli comunali di alcuni importanti centri locridei è ancora incerta, in molti casi, la “griglia di partenza” dei candidati sindaci e delle rispettive coalizioni. C’è chi ha già ufficializzato la candidatura, chi è come se l’avesse resa ufficiale, e c’è chi aspetta ancora, magari sperando di poter raggranellare qualche adesione in più a progetti che sono ancora in itinere. Le certezze, insomma, ad oggi sono poche e vengono puntualmente registrate e riportate nelle cronache giornaliere su queste colonne. Ma non è di candidature o liste che vogliamo occuparci oggi, quanto di programmi. Qualcuno l’ha già abbozzato ed è stato analizzato con cura da CO, qualcun altro lo sta scrivendo, magari accettando i suggerimenti dei cittadini. Ecco, oggi ci permettiamo anche noi di fare delle proposte, consci dell’importanza del ruolo che un’informazione libera e indipendente svolge in un territorio difficile come il nostro. Cinque temi, cinque domande che rivolgeremo a tutti i candidati sindaci, pensando che si tratti di qualcosa di concreto che possa tradursi in altrettanti impegni precisi nei confronti degli elettori. È a loro che abbiamo pensato. Ai cittadini. Perchè chi si candida a gestire la cosa pubblica vorrà sicuramente una città più bella, pulita, accogliente, con dei servizi efficienti, bilanci in salute e flussi turistici importanti tutto l’anno. Una città sicura, in cui tutto funzioni a meraviglia e ci sia benessere e vivibilità per tutti, unitamente a svago, divertimento, musica, cultura, sport e tanto verde. Troppo facile: sono le cose che leggiamo ad ogni appuntamento elettorale nei programmi di tutti i candidati. Noi, invece, proponiamo cinque cose semplici, ben sapendo che la nostra esperienza ci ha insegnato che non è affatto scontato che vengano recepite da chi si candida e poi viene eletto per gestire la cosa pubblica. La prima proposta riguarda la costituzione di parte civile del Comune nei processi di mafia. L’assunto di partenza è chiaro: la ‘ndrangheta, i suoi affari illeciti, i suoi delitti rovinano sempre l’immagine di una città e della sua comunità. Sempre e comunque, l’istituzione comunale ha il diritto-dovere di chiedere i danni a chi tanto nocumento ha arrecato e arreca alla sua città. In alcuni contesti, la costituzione di parte civile è quasi una prassi; in altri è poco meno che un’utopia. Per ora, basterebbe anche un impegno preciso in tal senso, perchè la legalità, che di solito occupa un posto di primo piano nei programmi di candidati, ha bisogno di atti concreti per poter essere perseguita. In quest’ottica, vorremmo chiedere di abbassare la soglia minima al di sotto della quale gli appalti per i lavori da eseguire devono passare dalla stazione unica appaltante provinciale. Quest’ultima, infatti, è stata creata per garantire trasparenza e legalità nell’assegnazione degli appalti. Perchè non sottoporre al suo vaglio anche i lavori per un importo minore di quello minimo previsto attualmente? Il concetto di trasparenza, poi, implica che tutti gli atti amministrativi vengano tempestivamente pubblicati sull’albo pretorio on line del sito istituzionale del Comune. Lo dice la legge, ma come ha dimostrato una nostra inchiesta di qualche settimana fa, sembra essere un obbligo al quale non tutti si sottopongono. Vorremmo che diventasse la norma. Così come vorremmo un impegno chiaro per la riduzione delle spese ritenute – secondo un sentire abbastanza diffuso – evitabili. Se l’esigenza di rispettare il patto di stabilità ha reso necessaria la riduzione dei trasferimenti finanziari ai Comuni e il federalismo impone agli stessi maggiore responsabilità nella gestione dei conti, allora non è ammissibile che un ente istituisca uno staff del sindaco pagando profumatamente i propri componenti, spesso scelti in base a logiche di tutela di equilibri politici più che da effettiva necessità. Idem per figure come il portavoce del sindaco che in alcuni casi si sono addirittura aggiunte a quella dell’addetto stampa. S’investa, piuttosto, nel potenziamento degli uffici tecnici, magari assumendo un geologo che possa dire la sua in fase di rilascio delle concessioni edilizie. È una proposta, certo, ma s’inserisce nel quadro degli impegni che ogni amministrazione deve prendere nella prevenzione dai rischi di sismi e dissesto idro-geologico. La nostra, infatti, è una zona ad alto rischio sismico, e bastano giorni di pioggia per causare frani, smottamenti ed alluvioni. Prevenire certe catastrofi è meglio che piangere i danni e le perdite. O no?
Ecco, per cominciare ci basterebbe questo: un candidato sindaco capace d’impegnarsi per la costituzione di parte civile nei processi di ‘ndrangheta, che abbassi la soglia di sottoposizione degli appalti alla Suap, che garantisca la massima trasparenza ed accessibilità agli atti amministrativi, che s’impegni a tagliare drasticamente le consulenze e gli incarichi fiduciari e investa nella politica di prevenzione del dissesto idrogeologico. Chiediamo troppo? Intanto lo chiediamo, poi valuteremo in base alle risposte. Saranno loro a contare e non i simboli di partiti e liste.
g.albanese@calabriaora.it

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: