Balla coi volponi

Rieccomi sull’inutile blog a raccontare qualche pensiero vagante in questi giorni di campagna elettorale e caldo pre-estivo. Qualora ce ne fosse bisogno, infatti, questa tornata di consultazioni amministrative sta confermando un assunto che avevo compreso da tempo: la politica non è un’arte; è solo una tecnica imparata (possibilmente da giovani) e messa in pratica alla prima occasione. E’ gioco delle parti, sapiente uso di tatticismi, alternanza di silenzi eloquenti e dichiarazioni prive di contenuti concreti. E’ incarichi retributi in consorzi, comunità montane al mare, subcommissariati e staff di fancazzisti. E’ una partita giocata con gli scacchi di plastica, una selezione naturale senza leoni o gazzelle: solo volpi e lupi contro polli e pecorelle smarrite. Equamente distribuiti tra tutti gli schieramenti in gara. E’ furbizia spicciola, senza disegno strategico e con contenuti programmatici raramente apprezzabili e realizzabili. E’ investimento, multilevel marketing, finanza derivata di chi scommette sulla propria capacità di attirare consenso elettorale col rischio di indebitarsi fino al collo e a vita. Sono anni di poltrone e indennità mensili che ti permettono di vivere in giacca e cravatta facendo poco o nulla, tranne poi saldare il debito dei lupini con appoggi trasversali, politiche dei doppi e tripli forni e tradimenti dei parenti, degli amici e dei benefattori. E’ accoltellare alle spalle chi è stato sempre leale con te, chi ti ha fatto del bene e guadagnare soldi, mentre tu facevi il parassita sulla sua schiena. Sono nomi e foto per manifesti e santini, che servono solo alle tipografie che ci guadagnano qualcosa, perchè ritraggono spesso delle “teste di legno”. Oggi, ad esempio, i lungimiranti mollano perchè i presbiti vogliono dare un senso ad anni di riunioni, chiacchiere da marciapiede, sottocultura del sospetto nei confronti di chi aveva sempre detto, scritto e riportato i fatti così come sono, senza mai i fili di un burattinaio e senza ringraziamenti dovuti ad alcuno. Oggi chi insinuava complotti e presunte “trappole mediatiche” ai suoi danni sta rimanendo vittima della sua inclinazione al tafazzismo. Per colpa di chi?
Sicuramente non di chi può vantarsi, anche in maniera petulante e ossessiva, di non aver mai chiesto – e nemmeno avuto, ovviamente – alcunchè alla e dalla politica.

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2 Responses to Balla coi volponi

  1. Pablo ha detto:

    Caro Gianly, chi meglio di te, occupandosi da anni di politica e di politicanti, può meglio di chiunque altro aver compreso su quale china ci siamo avviati. Hai ragione, troppi interessi, trasformismi, equilibrismi, mentre invece c’è molto bisogno di tornare alla politica del volontariato, della coerenza e della linearità. Ma è giusto, mi chiedo, definire questa sorta di spettacolo orgiastico: politica?! Mi è stato insegnato ben altro da parte di chi, per aver compiuto scelte politiche coraggiose, ha subito ingiustizie, persecuzioni e tradimenti. Mi è stato insegnato che la politica è il motore che cambia le sorti del genere umano, quella forza che muove le coscienze e sa immaginare un mondo migliore, più giusto, più vicino all’uomo. La politica è la capacità, direi il coraggio, di immaginare, di sognare un mondo diverso e a misura d’uomo. La politica, mi è stato insegnato è stare dalla parte dei più deboli, dei più bisognosi, dei poveri, dalla parte dei discriminati e dei reietti. Ed è per questo che vivo con disagio l’assistere allo spettacolo deprimente offerto dai furbi, dai trasformisti e dai trafficanti. Sono stato più volte sul punto di dire basta anch’io, come tanti già hanno fatto, ma poi mi trattiene, e non so ancora per quanto, un pensiero. Sai quale? Questo: se il fiume perde l’impeto e la forza di contrastare la pressione del mare, questi si insinuerà fin dentro le viscere della terra briciando tutto ciò che incontra col suo sale.

  2. gianlucalbanese ha detto:

    Bellissima metafora, Paolo. Fai parte di una riserva indiana di persone che non si sono mai fatte trascinare dalla melma che attraversa il mondo politicante odierno. E meno male. Peccato siate così pochi, però 😦

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