Dignità di cittadinanza

«Oggi c’è ancora chi vuole dividere il mondo in ricchi e poveri. E dice che i ricchi buoni sono quelli che fanno la carità ai poveri. E poi ci sono i poveri che credono nella dignità del lavoro e che possono sognare un avvenire migliore per i loro figli, basandosi proprio sul lavoro e sui diritti». L’editoriale di Santoro ad Annozero – l’ultimo, purtroppo – è stato molto più efficace di un trattato accademico di scienza della politica. Ha spiegato in parole povere e comprensibili a tutti la differenza (la principale, almeno) tra destra e sinistra. Chi è di destra pensa che i ricchi buoni facciano la carità ai poveri; chi è di sinistra crede in un’esistenza dignitosa anche con ridotta capacità di consumo ma con quella libertà che solo il proprio lavoro, la propria onestà e la coscienza dei propri diritti sanno donare. Perfetto. Così come molto opportuno è stato il riferimento alle umili origini della famiglia del conduttore. Un messaggio forte e chiaro ai figli di papà che il macchinista sui treni (come Santoro senior) non l’hanno mai fatto, a chi in fabbrica e nei campi non ha mai lavorato e a chi si lamenta per l’ingaggio milionario del giornalista salernitano, e poi paga il biglietto per idolatrare Balotelli, Totti, De Rossi, Signori e Materazzi. Bravo Santoro. Anch’io sono figlio di una casalinga e di un impiegato (come Guccini, del resto); io sono arrivato a fare quello che volevo fare sudando e facendo una gavetta che spero duri all’infinito. Non ho mai cercato scorciatoie nelle segreterie politiche, nelle sagrestie, sotto i grembiulini o da chi si sfregia la guancia. Perchè oltre alla dignità del lavoro c’è anche una dignità di cittadinanza. E’ quella di chi si ostina a vivere da cittadino, appunto, e non da suddito. Di chi sa – e gli è stato insegnato – che se ha diritto a una cosa la deve pretendere facendo valere tutti i mezzi legali e leciti a sua disposizione e non cercare scorciatoie diventando inconsapevolmente schiavo di chi farà fruttare (magari a ogni elezione) le “cortesie” fatte. Ecco perché ho parecchie migliaia di euro in meno di chi sa “come va il mondo”, ma cammino libero per strada. Libero dalla schiavitù mentale di chi ancora pensa che «Senza una raccomandazione non vai da nessuna parte» o da chi «vabbè, ogni tanto una marchetta si può fare se puoi hai la tua bella convenzienza». Io e quelli come me siamo liberi di pensare, di scegliere, di decidere di non riverire chi si sente chissà chi solo perchè in giro c’è tanta gente poco dignitosa che si svende con poco. Abbiamo automobili e abitazioni modeste, ma siamo uomini e donne di dignità. Cittadini, appunto. Che continueranno a seguire Santoro e quelli come lui ovunque, perchè «gli editti, siano essi di Siderno o di Sofia, non hanno mai fermato la libera stampa», come scrisse cinque anni fa chi ha lasciato in me un buon ricordo, al punto tale che conservo il suo scritto in una parete familiare. Oggi siamo tutti Santoro, anche se con conti correnti molto più modesti. Una cosa ci accomuna: la libertà di pensarla come vogliamo, anche se «Ogni volta che busso a bastoni, mi rispondono con spade o con denari».

Una risposta a Dignità di cittadinanza

  1. maxreale scrive:

    Condivido tutto Gianluca e vorrei solo aggiungere una riflessione su Santoro e sul Referendum: non c’e’ da stare allegri, secondo me, se l’Italia per svegliarsi ha avuto bisogno del caso Ruby che e’ solo una sciocchezza rispetto a quello che ha combinato Berlusconi in Italia in questi terribili anni…. pero’ persone come Santoro, ci danno la forza per credere ancora nel futuro perche’ non e’ da tutti resistere per tanto tempo allo strapotere di un Re che e’ in grado di comprarsi dei parlamentari come fossero calciatori ed il REFERENDUM ci dira’ molto su chi siamo e su cosa abbiamo finalmente capito dello strazio che e’ stato fatto di questo paese da questa destra populista ed affarista. Ormai non hanno nient’altro da rubarci: ci hanno rubato tutto. Rimangono solo l’acqua, l’aria e la tranquillita’, e loro ora stanno cercando di assestare l’ultimo colpo: rubarci anche queste. Il Referendum secondo me sara’ uno dei crocevia piu’ importanti degli ultimi decenni per questo paese. Lunedi’ sera, secondo me, sapremo chi siamo. Speriamo bene….

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