Centralismo democrat

Confesso d’invidiare il mio amico Pietro. Ha pochissimi anni più di me, ma ha vissuto la politica per molto tempo più di me in una delle zone più felici, anche da questo punto di vista. Lo invidio per la sua ferrea fiducia in Bersani, nelle potenzialità del Pd, nella certezza che esista, oggi come un tempo, l’ineluttabilità di un processo storico che un tempo significava Rivoluzione, mentre adesso si limita ad una prospettiva di governo del Paese senza conflitti d’interesse, senza dover rispondere (anzi, eludere) i processi nei quali si è imputato, senza pensare, agire e predicare da lestofanti. Invidio Pietro perché sa che di Renzi non ci si può fidare perchè è un “traditore” dei principi fondamentali del Pd, mentre Vendola è solo un estremista o, nella migliore delle ipotesi, un fenomeno prettamente pugliese, come le orecchiette alle cime di rapa. Invidio Pietro e tutti i militanti più accesi e passionali del Pd perchè comunque, condivisibile o no, hanno una fede politica. Io invece non saprei per chi votare. Mi piace Vendola perchè rappresenta l’ultima figura di riferimento di una sinistra in via di estinzione, un’estinzione dalla quale si salva pensando e guardando ad una società moderna, attuale; mi piace Renzi perchè, visto che per sperare di governare ci si deve alleare con i democristiani, meglio allearsi con chi, come lui, rompe certi dogmi e ha in sè quel pragmatismo tipicamente centrista che a noi sinistrorsi manca. E quindi, immagino una coalizione di centrosinistra in cui Renzi sia il centro e Vendola, inevitabilmente, la sinistra. Quelli del Pd, invece, pensano che all’interno del loro partito ci siano già le risorse politiche capaci di sintetizzare queste due esperienze e storie politiche così diverse, e cercano di spiegarlo, come nel caso di Pietro, usando anche argomenti convincenti. Poi però, ci pensano i Calearo o i Radicali di turno a smentire quella meravigliosa base del Pd che – non mi stancherò mai di dirlo – meriterebbe una dirigenza migliore.

11 risposte a Centralismo democrat

  1. Pietro scrive:

    Caro Gianluca,
    ti assicuro che hai poco da invidiare, in quanto ognuno di noi ha delle convinzioni che lo accompagnano. Ora, ti chiedo PERCHE’ dovrei fidarmi di Renzi. So a cosa ti riferisci e ti invito a leggere quante condivisioni ha avuto la mia lettere a Renzi: più di 70, che io abbia potuto vedere. E di cosa parlava, Gianluca, di aria fritta o faceva notare come proprio Renzi ci chiede esattamente di tagliare gli ultimi ponti col passato che ci sono rmasti: le persone simbolo di una storia che rivendicate a targhe alterne. Passi per Vendola, ma spiegami come fai ad accomunare Vendola a Renzi. Dimmi se un politico di lungo corso (lui, Vendola), sarà risparmiato dalla rottamazione renziana?. Ad un giovane che si è messo in testa di spazzare via un’intera classe dirigente, cominciando da Bersani, che è l’unico in grado di mettere insieme un 2 + 2, in questo momento. Mentre Renzi va alla Leopolda di Firenze, Bersani riunisce un discreto numero di giovani del Sud…per tentare di avvicinarli alla politica attraverso delle scuole di formazione; e tu, molto meglio di me, sai quanto sia necessaria dalle nostre parti.
    Potrei continuare a lungo, ma insomma, io avrò delle certezze forse troppo esagerate (o magari delle speranze, in quest’epoca nervosa…), ma la tua confusione è pari alle mie certezze, in quanto Vendola e Renzi, in comune, hanno solo una cosa: prendere il posto di Bersani. E noi non lo permetteremo, perché Bersani, in questo momento, è l’unico in grado di raddrizzare la baracca. Se entri in un’agenzia di assicurazioni, può darsi che tu ti senta dire che grazie al decreto Bersani la visita che dovrai sostenere dopo un incidente, che costa 300 euro (esperienza di qualche settimana fa…) ti verrà restituita anche nel caso in cui tutto il resto non ti verrà riconosciuto. E altre cosucce simili. Giusto per citarne qualcuna…

  2. Pietro scrive:

    Scusa, Gianluca…i Radicali e i Calerai non ci sono più…come le Binetti e i Rutelli…e spero, quanto prima, neppure i Renzi cislini…

  3. gianlucalbanese scrive:

    Intanto, i Calearo e i radicali li avete candidati, sostenuti e votati voi, così come, in Calabria, avete fatto eleggere gli ex superprefetti di destra. Ciò che potrebbe accomunare Renzi e Vendola è un governo di coalizione, magari più solido di quello che accomunò Mastella e Bertinotti. Il Pd da solo non basta. Per fortuna

    • Pietro scrive:

      Caro Gianluca, purtroppo non abbiamo votato solo questi qua, ma anche i De Gregorio ed i Razzi-Scilipoti. Quanto all’alleanza, Bersani ha detto chiaramente che prima viene il programma, poi le alleanze e le primarie. Ha detto, anche, che non si nasconde dietro una norma statutaria del PD e che una volta approvato il programma si andrà alle primarie di coalizione. Il candidato del PD sarà Bersani, poi tutto è aperto a tutti.

  4. Virginia Danna scrive:

    Ti dirò, Gianluca, che io non la capisco questa logica del particulare di Renzi in questo momento. Sono d’accordo con te quando dici che il PD non basta, per fortuna, e sottolineo per fortuna.
    Ma serve.
    Le demolizioni le avrei rinviate ad un altro momento, quando fosse finita la fuga dalla nave alla deriva della destra. Con le rottamazioni, si rischia di fare grandi falle anche nella nave di centrosinistra.
    Allo stesso modo non capisco la logica del ‘o con Bersani o fuori’; in un partito che si dichiara democratico mi aspetterei che si tenesse conto delle istanze poste dalle varie correnti e si cercassero delle convergenze invece di andare al muro contro muro per difendere la nomenklatura.
    Comunque non mi sorprendono queste dinamiche, ce le aspettavamo tutti prima o poi, visto che il PD è un’operazione fatta a tavolino senza tener conto delle differenze inconciliabili tra ex DC ed ex PCI.
    In ogni caso, al di là di queste osservazioni che ho fatto con lo spirito di un semplice pour parler, il PD è un partito che non mi interessa: a partire dalla posizione sul referendum FIAT a quella sulla TAV a quella sul referendum contro il porcellum, nonché alle scelte fatte per i candidati alle amministrative ed alla posizione rispetto alla manifestazione di sabato, come rispetto alle dichiarazioni fatte sulle possibili scelte di alleanze elettorali con l’UDC o ai 5 punti dell’Europa e via dicendo: non condivido una sola delle scelte di questo partito. Che lo guidi Renzi o Bersani o Pinco Pallino dunque è ininfluente: visti i fatti, non lo voterò.
    Rispetto a Vendola, premesso che al momento della scissione tra SeL e Rifondazione io ero con Ferrero e che ancora adesso condivido molto di più le idee di Paolo che quelle di Nichi, voterei per Vendola, ma con una condivisione che non va oltre il 60%,
    In un solo caso non avrei dubbi sul mio voto, e cioè se si candidassero Landini e Cremaschi: li voterei ad occhi chiusi, perché sono fuori dalle logiche di partito e sanno davvero i problemi della gente. Sperando naturalmente che non si riverifichi un disastro come quello di Cofferati.
    Ma tanto non si candideranno.

  5. Pietro scrive:

    Il PD, PURTROPPO, da solo non basta…figuriamoci gli altri! Mentre Bersani dice che prima viene il programma, qui si vorrebbe influenzare il percorso con i numeri, che valgono quando si deve arruolare Vendola e i vari distinguo interni e non valgono per Casini o altri…sempre ammesso che condivida il programma.
    Così come l’ideologia vale per il PD quando fa delle scelte ma non vale quando viene messa sotto i piedi da altri…sempre la solita coerenza che si imputa al PD…ma queste sono sciocchezzuole, il succo della questione sta tutta nell’intervento di Bersani a otto e mezzo e che ho cercato di riassumere nel post precedente.

    • Virginia Danna scrive:

      E’ un periodo che non capisco bene quello leggo; sarà l’età, saranno i pensieri… comunque chiedo scusa a Pietro ma non ho capito se la sua risposta è rivolta a me.
      E se lo fosse, chiedo scusa ma non ho capito bene quale percorso voglio influenzare coi numeri… il 60% era il mio gradimento per Vendola, non certo la quota che penso si raggiungerà con un’ipotetica alleanza SeL- PD e il post non voleva essere altro che l’espressione del mio pensiero, il pensiero di una che non ha bandiere politiche, non ha appartenenze e ha delle idee sue: si può ancora dire quel che si pensa senza essere tacciati di incoerenti o disfattisti solo perché non si segue una linea già tracciata in una segreteria di partito? Spero di sì!
      Peraltro ho chiaramente detto che di quello che farà il PD non mi importa niente, quindi che si allei con chi gli pare, pure coi resti del PDL se vuole (e con l’apertura di Schifani al PPE e l’ affermazione di D’Alema che si deve fare un’alleanza coi moderati non è che la cosa sia poi così peregrina); per quel che mi riguarda non saranno le alleanze a fare la differenza: non voterò PD.
      Spero di essere stata meglio ‘spiegata’ stavolta.
      In una cosa sicuramente mi sono spiegata bene e concordo con Gianluca mentre assolutamente non condivido il ‘purtroppo’ di Pietro, ed è il ‘per fortuna il PD non basta’.
      E’ una fortuna che un solo partito non basti, perché un governo di un solo partito, quale che esso sia anche il più aperto e garantista, sarebbe la fine dello stato democratico: democrazia è governo del popolo, e il popolo non è solo quello del PD, quindi per garantire uno stato democratico PER FORTUNA si DEVE garantire la presenza di rappresentanze multiple e differenti. Sennò diventa un’ oligarchia, se non una dittatura, e non ne sentiamo affatto il bisogno.

      • Pietro scrive:

        No, Virginia, non era diretto al tuo 60%, né direttamente al tuo intervento, ormai ci conosciamo e sappiamo come la pensiamo. Era diretto al “per fortuna” il Pd da solo non basta…che anche tu hai ripreso, ma non credo di aver scritto nulla di offensivo.
        Ad ogni buon conto, vedrò di limitare al massimo i miei interventi sul blog, visto che creano continuamente equivoci e malumori. Evidentemente ho un modo di discutere troppo aggressivo. Mea culpa. Tra l’altro, credo che i commenti, Gianluca, li abbia postati pubblicati in contemporanea, ma potrei sbagliarmi. Mi rintano nel mio silenzio, tanto è inutile star qui, come altrove, a discutere.

  6. Virginia Danna scrive:

    Sinceramente, in me non ci sono né equivoci né malumori, semplicemente ho voluto chiarire il mio pensiero.
    Stare a discutere, per me, non è mai inutile, perché da una discussione, per quanto animata o veemente, io imparo sempre qualcosa, costruisco nuovi pensieri e nuove idee, quantomeno mi relaziono e basterebbe questo ad arricchirmi, mentre trovo inutile il silenzio, anzi addirittura dannoso perché non produce altro che silenzio, allontanamento e isolamento.
    Personalmente, dunque, non ‘lascerei il forum’ ogni volta che c’è un dibattito un po’ più animato, e ti inviterei a far lo stesso; ovviamente tu deciderai come ritieni meglio per te, e noi rispetteremo le tue scelte.

  7. gianlucalbanese scrive:

    Comunque Renzi ieri sera a Ballarò mi è piaciuto davvero tanto. Credo sia un democristiano buono, alla Tabacci per intenderci. Uno capace, NELL’OTTICA DI UN GOVERNO DI COALIZIONE CON LA SINISTRA, di conciliare gli obblighi imposti dal patto di stabilità et similia, con la salvaguardia di un welfare da non disperdere. E la botte piena e la moglie ubriaca solo i democristiani la possono avere😦

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