La manifestazione degli schifati

Il solito sabato pomeriggio fatto d’impegni personali, tanto lavoro e (finalmente) la cena in ottima compagnia di ieri sera mi ha impedito di guardare la Tv e avere subito contezza di quanto accaduto ieri sera a Roma. La manifestazione degli indignati, preparata per bene per esprimere il (giusto) senso della goccia che ha fatto traboccare il vaso, è stata rovinata da una nutrita minoranza (stimata attorno al 10% delle presenze dell’intero corteo) composta da elementi che hanno dato sfogo ai loro istinti di devastazione, cercando di delegittimare tutti i manifestanti. A quanto pare così non è stato, se perfino il ministro Maroni ha capito che quei vandali e delinquenti dei black bloc nulla hanno a che vedere con la sinistra radicale e con gli indignati di casa nostra che badano bene a non darsi connotazioni politiche. Certo, Larussa non l’ha capito ma, come si suol dire, “Il possibile l’abbiamo sempre fatto, l’impossibile lo stiamo facendo e per i miracoli ci stiamo attrezzando”. Quello che però m’inquieta è, oltre alla preoccupazione per i danni fatti in quelle strade che avevo percorso il passato fine settimana, pensare che dietro a quei cappucci e a quelle bende, dietro alle spranghe e agli scudi improvvisati in una mano e alle armi improprie nell’altra, potrebbe esserci quello della porta accanto, il vicino di casa, del bar, di posto allo stadio o al cinema, quello che sicuramente non viene ibernato tra una manifestazione e l’altra nella quale infiltrarsi per dare sfogo ai propri istinti, ma vive una vita forse normale, per poi diventare famigerato protagonista in questa occasioni. E allora, nell’epoca del grande fratello, in cui tutti temiamo di essere controllati, spiati, intercettati, è mai possibile che i black bloc (leggasi teste di cazzo bipartisan e trasversali) riescano sempre a sorprendere i servizi d’intelligence e a rovinare tutto? O forse dobbiamo credere che davvero i black bloc facciamo comodo a qualcuno così spregiudicato da “usarli” pur di legittimare il possibile ricorso ad una nuova strategia della tensione? Boh! Sarà che odio chi devasta, odio i sedicenti ultras e la loro guerriglia urbana alla quale ricorrono spesso, così come odio quei tamarri che dalle tribune degli stadi fanno sfoggio di una villana mafiosità per darsi un tono, odio quegli infiltrati che devastano una città, la più bella del mondo, col pretesto di prendersela col Sistema ed i suoi simboli. E quindi, mi rivolgo a te, black bloc che, una volta tolto il cappuccio, la maschera e ogni altro armamentario torni a fare la vita di tutti i giorni, sappi che mi fai schifo e che sono pronto a manifestare contro di te allo stesso modo con cui posso ribellarmi alle regole di sua maestà il Capitale. Mi date schifo entrambi, perchè entrambi fate male, anche se in modo diverso. MI fate schifo perchè anche se sembrate agli antipodi, siete germani.

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