Mi manchi, Guido Guerrieri

Non mi era mai successo di affezionarmi così tanto al personaggio di un libro. È accaduto da qualche tempo, leggendo i quattro legal-thriller di Gianrico Carofiglio sull’avvocato Guido Guerrieri. “Testimone inconsapevole”, “Ad occhi chiusi”, “Ragionevoli dubbi” e “Le perfezioni provvisorie” tutti editi da Sellerio, attraversano la vita del protagonista, quasi in parallelo con quella dell’autore. Quel passaggio dalla piena giovinezza alla mezza età in cui la vita ruota attorno al lavoro e ai suoi successi, ma siccome non bisogna prendersi molto sul serio, ci sono anche i momenti privati, di riflessione, di bilanci provvisori e quasi mai in attivo, della passioni di sempre e degli amori andati, dei momenti in cui cerchi e trovi te stesso e in quelli in cui devi indossare un abito imposto dal tuo ruolo nella società. C’è tanta umanità nelle storie di Guido Guerrieri. Letture che io consiglio caldamente a tutti ma in particolare a chi ha intorno a quarant’anni, che leggendo questi gialli si sentirà un po’ Guido Guerrieri, tanto che se dovesse dargli un volto e sembianze fisiche, lo immaginerebbe somigliante a lui. A me è successo, e dopo aver divorato i quattro volumi (collocati in posizione orizzontale ed equilibrio precario sulla mia scrivania, quasi a volerli distinguere da tutti gli altri) sono già in crisi d’astinenza da avvocato Guerrieri. Ho letto quasi tutte le pubblicazioni di Carofiglio, dal best seller “Il passato è una terra straniera” all’ultimo “Il silenzio dell’onda”. Tutti i romanzi mi sono piaciuti tanto e mi hanno appassionato. Ho apprezzato decisamente meno il saggio “La manomissione delle parole”, tanto da trovarlo inutile e noioso. Mi mancano pochi e non facilissimi da trovare (almeno in zona) volumi: “L’arte del dubbio” che pare sia un testo molto tecnico e riservato a chi è pratico di diritto penale e delle relative procedure; “Nè qui nè altrove” e “Una notte a Bari”. Ma quelli che mi hanno coinvolto di più sono stati i quattro legal thriller con l’avvocato Guerrieri. Quante volte, leggendoli, mi sono sentito come lui; quante volte, nella vita di tutti i giorni, mi sono comportato come lui.
Gli voglio bene come un fratello. E mi manca già.
Ora, aspettando che il formidabile autore dia alle stampe una quinta opera di questa collana, penso che mi è venuta (anzi, mi è tornata) una gran voglia di scrivere qualcosa che vada oltre le notizie istantanee di un quotidiano, che vorrei visitare Bari e la Puglia in genere e che oggi più che mai sono contento di essere me stesso. Anche Guido Guerrieri, in cuor suo, lo è. Anche se, come me, non si prende troppo sul serio.

5 risposte a Mi manchi, Guido Guerrieri

  1. Lirì scrive:

    Io li ho tutti. Se vuoi te li presto. A presto🙂
    Lirì

  2. gianlucalbanese scrive:

    Ottimo Lirì! Allora, appena mi passerà l’influenza e il clima sarà più mite, vengo a trovarti, beviamo qualcosa e mi presti i due testi mancanti🙂

  3. gianlucalbanese scrive:

    Grande Lirì :-))) Ci sentiamo prestissimo!

  4. stefania scrive:

    grande Carofiglio! con Guerrieri ha inventato un personaggio originale, disincantato e poetico, umano e distaccato, anche a me manca tanto!

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