L’Italia dello Stock

Lo ammetto: la voglia di scrivere ancora stenta a tornare. Idem per la voglia di leggere. L’unica eccezione è rappresentata dal Fatto Quotidiano al quale sono abbonato e quindi una “sfogliata” al giorno gliela do. Non mi appassionano gli approfondimenti sullo spreco di soldi nella Lega, sulle notti dei lunghi coltelli all’interno del Carroccio, o l’ennesima mossa pesante sul piano sociale del governo Monti. In un giornale di questo calibro, infatti, cerco l’articolo con quel “quid” in più, che esca dalla routine della cronaca e spesso lo trovo. E’ il caso di oggi. A pagina 15, infatti, Andrea Scanzi, parla dell’Italia che fu, prendendo spunto dal trasferimento in Repubblica Ceca della produzione dello Stock 84, storico brandy italiano. L’autore non si sofferma sulle qualità del distillato di vino, anche se tra le righe si capisce come non sia tra i suoi estimatori. Evidentemente, dev’essere stato folgorato, come me, dal Cardenal Mendoza. Ma non divaghiamo. Scanzi parla dello Stock negli spot televisivi della Tv in bianco e nero, con Raimondo Vianello, Sandra Mondaini, Macario. Ricorda lo Stock storico sponsor di “Tutto il calcio minuto per minuto” su RadioUno, quando la serie A faceva giocare le sue partite tutte allo stesso orario – la domenica pomeriggio – i numeri di maglia andavano dall’uno all’undici e il tardo pomeriggio si guardava il secondo tempo di una partita scelta dalla Rai, ovviamente registrata. Io quegli anni li ho vissuti, anche se ero bambino. Ricordo la sigla di Tutto il Calcio minuto per minuto «A cura di Gugliemo Moretti; con Roberto Bortoluzzi». Ricordo Ameri, Ciotti, Luzzi e l’evergreen Alfredo Provenzali, l’unico superstite di quella stagione. Ricordo l’emozione di quando lo intervistai telefonicamente per Radio Roccella, grazie alla gentile intercessione del roccellese Giovanni Scaramuzzino, attuale radiocronista di “Tutto il Calcio minuto per minuto” e delle principali gare ciclistiche europee. Erano gli anni del telefono a gettoni, della Tv con due canali e il monoscopio fino alle 17, quando iniziavano le trasmissioni con la “Tv dei ragazzi”. Era un’Italia che non aveva ancora superato gli anni di piombo, ma appariva più semplice e consapevole della sua natura di quella di oggi. L’unica concessione alla subcultura a stelle e strisce era rappresentata da serie Tv innocenti come Happy Days, o Rin Tin Tin, Furia. Ci pensò Berlusconi con le sue Tv commerciali ad avviare quel processo di livellamento verso il basso della qualità dei programmi, anche se all’inizio della sua attività Finivest portò una ventata di novità che col tempo degenerò. Se noi adolescenti di allora ancora ricordiamo i turbamenti della domenica sera guardando le ragazze fast food di Drive In, oggi non ci appassioniamo ai reality e alle loro volgarità. Li evitiamo. Per il resto siamo quasi sempre omologati: abbiamo la parabola, gli smartphone e resistiamo solo se non ci arrendiamo agli attentati della lingua italiana compiuti quotidianamente nelle chat, nei social network (ai quali siamo comunque iscritti) e negli SMS. Noi che abbiamo conosciuto Vasco quand’era Vasco, che i mondiali dell’82 li abbiamo vissuti e vinti insieme agli azzurri di Bearzot, noi che avevamo ancora dei chiari riferimenti politici, oggi cediamo alla nostalgia un po’ malinconica e ci appassioniamo alla storia del brandy italiano che non si produrrà più in Italia. In quest’aprile che sembra novembre ne sentiamo la mancanza.

3 risposte a L’Italia dello Stock

  1. Virginia Danna scrive:

    … chissà se il caffè Borghetti lo producono ancora qui o hanno trasferito all’estero pure quello…

  2. filippo todaro scrive:

    Erano gli anni in cui un signore entrò nel mitico Bar 900 di Roccella Jonica (me testimone oculare), si avvicinò al bancone e ordinò: “Datemi uno Stock, …, non mi ricordo il numero…,ma fate voi!”.

  3. Varadero scrive:

    Rispondo al simpatico post di Flilippo Todaro e aggiungo la mia:
    Un signore entra in un bar e dice al barista: Mi dia uno Stock.
    E il barista: “84” ???
    E il cliente: ” nò ! solo uno”

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: