Locri, consiglio comunale senza esclusione di colpi

dal sito http://www.reggiocalabriaweb.it

LOCRI – Dall’aula consiliare alle aule della Procura della Repubblica? Si vedrà. Quel che è certo è che i toni della seduta consiliare odierna sono stati a tratti molto duri e lo spettro del ricorso alla giustizia è stato più volte agitato dal presidente del civico consesso Antonio Cavo, per via di alcune considerazioni espresse dai banchi della minoranza; anzi, lo stesso Cavo ha detto a chiare lettere che i verbali della seduta verranno trasmessi alla Procura della Repubblica. L’assise cittadina è stata convocata per discutere di quattro punti all’ordine del giorno, e se sul primo – e solo sul primo – si è registrata l’approvazione all’unanimità (riguardava la modifica del regolamento di compensazione e rateizzazione dei tributi comunali per estendere al concessionario anche la gestione dei ruoli ordinari) sul resto è stata battaglia senza esclusione di colpi. Del resto, c’era da aspettarselo. Erano tre mesi, infatti, che non veniva convocato il consiglio comunale e il trimestre precedente è stato costellato di dichiarazioni al vetriolo rilasciate a mezzo stampa e nel mezzo del lavoro dell’ispettore ministeriale Cervellini, mandato dal Viminale al Comune su richiesta della maggioranza per verificare se sussistano o meno le condizioni per proseguire l’azione amministrativa pur in presenza di una situazione economico-finanziaria assai difficile e che potrebbe condurre alla malaugurata ipotesi del dissesto finanziario dell’Ente. Le prime avvisaglie della battaglia, come detto, si sono registrate già durante la discussione del secondo punto “approvazione schema di convenzione tra la Provincia di Reggio Calabria e il Comune di Locri per l’attuazione di un progetto per l’inserimento lavorativo di soggetti percettori di ammortizzatori sociali in deroga”. La minoranza ha chiesto chiarezza sul numero dei lavoratori a cui affidare gli incarichi, precisando che comunque sul Comune gravano i costi per le tutele previdenziali dei lavoratori. Ma non solo. Anche sui criteri di selezione dei lavoratori in mobilità o Cassa integrazione l’opposizione non ha fatto sconti, chiedendo di inserire nell’atto deliberativo la previsione di un bando ad evidenza pubblica. La maggioranza e l’esecutivo, però, hanno ribadito che i lavoratori verranno selezionati in base alle effettive necessità dell’ente e alle loro attitudini professionali, per periodi che vanno da un minimo di un giorno ad un massimo di sei mesi. Dopo la votazione contraria, da parte della maggioranza, sull’integrazione proposta da Calabrese, che chiedeva, appunto, un bando ad evidenza pubblica, è partito il primo affondo, col leader di “Leali alla città” che ha parlato di «convenzione che servirà per assumere amici e compari, visto che la legalità non sembra ispirare l’azione di questa maggioranza», mentre l’ex sindaco Macrì ha rincarato la dose parlando di «molteplici illegittimità, come quelle relative al fatto che il segretario comunale Tresoldi firma atti come responsabile del Contenzioso, così come il geometra Monteleone, che firma atti come “facente funzioni” di responsabile». È stato in questo momento che il presidente Cavo ha preannunciato l’invio alla Procura degli atti della seduta. Anche sull’adezione al Patto dei sindaci la dialettica è stata aspra, con l’opposizione che ha rimproverato al sindaco un deficit di chiarezza nell’esposizione del Patto che, come ha spiegato Lombardo «Viene sottoscritto dai Comuni che intendono accedere ai bandi dell’Unione Europea dopo aver raggiunto determinati obiettivi, ad esempio sulla tutela dell’ambiente». Fin qui tutto normale, o quasi. Già, perchè prima di passare alla discussione del quarto e ultimo punto, relativo alla discussione di dichiarazioni rilasciate dal primo cittadino alla stampa, riguardanti la presunta impossibilità a proseguire nella gestione ordinaria dell’ente e nell’erogazione anche dei servizi essenziali, lo stesso Lombardo ha detto che «certe frasi pronunciate dall’opposizione, in virtù delle quali io – ha detto – starei cercando di portare l’ente al dissesto, implicano una forte responsabilità morale, perchè – ha proseguito – domani qualcuno potrebbe compiere gesti sconsiderati verso chi amministra». Apriti cielo. La reazione dai banchi dell’opposizione è stata veemente. E se Macrì, Capogreco, Sainato, Passafaro e Calabrese hanno anticipato all’aula buona parte di quello che diranno all’ispettore ministeriale Cervellini nell’incontro programmato per il tardo pomeriggio, Calabrese ha attaccato a testa bassa il primo cittadino, dicendo, dopo aver compiuto un lungo elenco di presunte illegittimità compiute dagli amministratori ha respinto l’accusa di istigazioni alla violenza e ha concluso il proprio intervento dicendo che «Se ci saranno degli attentati non dipenderanno dalle dichiarazioni dei consiglieri di opposizione, ma saranno conseguenza di promesse fatte in campagna elettorale». Una bomba, insomma. Più ragionato l’intervento di Raffaele Sainato, che ha riportato la discussione sul bilancio, ricordando come soprattutto sulla consistenza dei residui va fatta chiarezza perchè il punto nodale è proprio quello, ha implementato l’elenco delle presunte illegittimità, seguito, in questo da Passafaro (che ha accettato la “sfida” dell’invio in Procura degli atti) e dello stesso Macrì, mentre Anna Capogreco si è concentrata sulla stato in cui versa contrada Moschetta. Lombardo, nel suo intervento conclusivo, ha stemperato i toni, con parecchio “mestiere” rimanendo pacato fino all’ultimo e ha risposto elencando tutta una serie di azioni intraprese dall’amministrazione. Una cosa è certa: la lotta per evitare il dissesto poggia su una drastica riduzione delle spese e sull’aumento del carico tributario. Margini per una ulteriore “spending review” comunale non ci sarebbero secondo il sindaco. Ora, non rimane che attendere la relazione dell’ispettore ministeriale, che dovrebbe arrivare a metà mese. Lombardo ha concluso auspicando per la città di Locri «Tempi migliori, indipendentemente – ha detto – dai comportamenti o dalle inefficienze di chi amministra».

GIANLUCA ALBANESE

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