Giustizialisti a senso unico

Usare le inchieste giudiziarie che riguardano i propri avversari come mezzo di lotta politica non “tira” più. Lo dovrebbero sapere certi seminatori di odio, sempre pronti a guardare in casa d’altri e a fare processi sommari (in virtù dei quali gli altri sono sempre collusi, brutti, sporchi e cattivi, mentre loro sono lindi, virtuosi, belli e onesti) salvo poi abbassare la testa e lo sguardo con fare evasivo quando vengono coinvolti da iniziative della magistratura i propri amici di partito.
Lo dico da garantista convinto, a 360 gradi; da chi insomma, vuole che il rispetto delle garanzie costituzionali (che prevedono che un cittadino imputato si presume innocente fino a sentenza di condanna passata in giudicato) sia sempre osservato e non “a corrente alternata”.
Lo dico non solo ai giustizialisti “per partito preso” dell’Italia dei Valori, ma ai tanti militanti e simpatizzanti del Pd e degli altri partiti di Sinistra sempre pronti a usare il manganello contro gli avversari omettendo, da novelli Tafazzi, di autofustigarsi con lo stesso corpo contundente quando i problemi riguardano i loro sodali. Soprattutto in Calabria, soprattutto nella Locride.
E quindi, ai vari lindi, virtuosi, belli e onesti, sempre pronti a condannare senza processo gli ex amministratori locali, ricordo la prima pagina del Quotidiano di oggi, che ritrae l’ex assessore regionale del Pd Demetrio Naccari Carlizzi indagato perché sarebbe stato ospite a cena di un clan mafioso reggino durante la campagna elettorale per le Regionali 2010. L’occasione è buona per ricordare a me stesso, ma ovviamente anche a loro, alcune vicissitudini che riguardano alcuni relatori della Festa Democratica in programma alla villa comunale di Siderno sabato 28 alle ore 21.
Iniziamo, per cavalleria, dalla deputata Maria Grazia Laganà, attualmente sotto processo in qualità di vice direttore sanitario dell’ospedale di Locri (carica che ricopriva all’epoca dei fatti), per presunte irregolarità nella fornitura di materiale al nosocomio. Un processo che è il risultato di un’inchiesta avviata nel 2006 dopo la relazione del prefetto Basilone, nominato commissario all’Asl di Locri in seguito allo scioglimento dell’Azienda disposto all’indomani dell’omicidio di Francesco Fortugno, nel quale sono imputati per truffa, falso e abuso ai danni dell’ex Azienda sanitaria di Locri anche l’ex direttore amministrativo Marchese, il titolare dell’impresa di forniture di medicinali Medinex di Reggio Calabria, Pasquale Rappoccio, un funzionario amministrativo dell’ente, Nunzio Papa ed un medico dell’ospedale, Alvina Michelotta. Per la cronaca, l’udienza inizialmente fissata per lo scorso 17 luglio è stata aggiornata al prossimo 3 ottobre, per il legittimo impedimento a presenziare da parte di Marchese, per motivi di salute, come leggiamo dal sito http://www.ildispaccio.it.
Proseguiamo con l’ex assessore regionale di Rifondazione Comunista Nino De Gaetano, transitato armi e bagagli nel Pd dopo essere finito nel mirino di Paolo Ferrero che ne aveva contestato le numerosissime schede di elettori reggini che avevano espresso, durante le elezioni regionali del 2010 la preferenza per il giovane candidato consigliere del Prc e, nella stessa scheda, per il (poco) meno giovane candidato presidente di centrodestra Giuseppe Scopelliti. Insomma, un voto disgiunto che per molti (in primis il leader del Pdci regionale Michelangelo Tripodi) ha avuto il sapore di un vero e proprio inciucio. Proprio come lo scorso gennaio, quando sempre De Gaetano, fresco di salto della quaglia nel Pd, votò l’elezione del consigliere regionale della lista “Scopelliti presidente” Candeloro Imbalzano presidente della commissione Bilancio del consiglio regionale. Ah, dimenticavo. Siccome i giustizialisti verso gli avversari prendono spesso per oro colato le parole di pentiti e collaboratori di giustizia, è il caso di ricordare loro quanto riferito ai magistrati dal collaboratore di giustizia Roberto Moio al processo “Testamento” e riportato, lo scorso 20 ottobre, dal collega Lucio Musolino sul sito http://www.corrieredellacalabria.it: “…Di solito – ha dichiarato quello che il bravo collega ha definito “l’ex uomo di fiducia del boss Giovanni Tegano” – abbiamo votato sempre a destra. A sinistra ultimamente abbiamo portato a Nino De Gaetano. Lo appoggiava Bruno Tegano per fare un favore al dottore Suraci che c’è stato sempre vicino, durante e dopo la guerra di mafia. De Gaetano lo abbiamo aiutato moltissimo”. È il caso di ricordare che “il dottore Suraci” altri non è che il suocero del consigliere regionale Nino De Gaetano.
Ho citato questi tre casi per rimarcare – qualora ce ne fosse bisogno – la differenza tra me, autentico garantista, e la truppa dei garantisti (o giustizialisti) a senso unico; o meglio, a convenienza. Perché per me, Naccari, Laganà e De Gaetano sono innocenti fino a prova contraria o fino a sentenza passata in giudicato, così come tutti gli amministratori e politici sidernesi e non attualmente sottoposti a custodia cautelare in carcere. A sentire alcuni politicanti locali, invece, questi ultimi sembrano sicuramente colpevoli; Naccari, Laganà e De Gaetano invece no. Gli ultimi due saranno accolti con deferenza sabato sera.
Questione di coerenza. E di inclinazione della testa.

Una risposta a Giustizialisti a senso unico

  1. Sabardì scrive:

    Concordo in pieno con il pezzo di Albanese che ho avuto modo, più volte, di apprezzare per la sua chiarezza e indipendenza da ogni forma di potere costituito. E’ facile atteggiarsi a virtuosi paladini della giustizia e della legalità quando si tratta di attaccare quelli che sono ritenuti avversari, mi correggo, nemici politici. E’ più difficile mostrarsi coerenti quando per calcolo, convenienza e ipocrisia i ‘cattivi’ ci si siedono al fianco.

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