Meno male che Caulonia c’è

agosto 31, 2012

Si dice che “Sbagliare è umano, perseverare è diabolico”. E allora al Comune di Caulonia devono essere davvero mefistofelici, perchè dopo la “chicca” della delibera di giunta in cui la cantante Teresa De Sio veniva definita “artista pugliese”, è stata pubblicata sull’albo pretorio on line la determina numero 214 del 17/08/12 dell’area socio-CULTURALE e pubblica ISTRUZIONE (!) in cui s’incorre nello stesso errore (viene definita sempre “artista PUGLIESE”), oltre a disporre il pagamento dell’acconto alla società C.O.R.E. che cura gli interessi della cantante pari a duemila euro su un compenso totale per la prestazione al Kaulonia tarantella festival di 8.250 euro Iva compresa. Insomma, cambiano gli uffici ma l’errore resta. Certo, è solo uno dei tanti, visto che si è scritto negli atti che sindaco, assessori e presidente del consiglio comunale avrebbero rinunciato alle loro indennità a partire dal mese di luglio, mentre il presidente del civico consesso ha già percepito i soldi di luglio; visto che la giunta aveva disposto l’utilizzo di parte di una somma destinata ai migranti ospitati in paese col progetto “emergenza Nord Africa” per pagare il concerto dell’artista nordafricano Noureddine, che, ignaro di tutto, ha spiegato nei giorni successivi che lui con questa scelta non c’entrava nulla. Meno male che un paio di giorni dopo, il responsabile del servizio comunale, probabilmente allertato da alcuni articoli apparsi sulla stampa libera e indipendente, ha costretto l’esecutivo a fare marcia indietro e a ritirare il provvedimento perchè quei fondi non potevano essere utilizzati per pagare concerti di un festival che non aveva alcuna connessione coi progetti di accoglienza.
Insomma, continua a regnare l’approssimazione da parte di un’amministrazione impegnata, fino ad ora, a bearsi del pienone di pubblico per degli spettacoli gratuiti offerti da artisti che, in alcuni casi, potrebbero avere suonato gratis, visto che il loro nome non compare, almeno fino ad ora, in alcun atto ufficiale del Comune. In pratica, gli artisti di cui sopra si sarebbero sacrificati, hanno risposto all’appello del condirettore artistico Cavallaro e avrebbero suonato gratis (almeno così si presume, visto che il loro nome non c’è nelle delibere comunali d’impegno di spesa), mentre gli amministratori del Comune e quelli della società plenipotenziaria che ha gestito l’evento si sono vantati del successo del festival. E l’opposizione? Solo dopo la fine della kermesse musicale ha presentato un’interrogazione per cercare di capire perchè chi ha redatto la documentazione necessaria per accedere ai fondi regionali, non è stato così bravo a prepararla tanto che il Comune di Caulonia e il suo festival sono stati esclusi. Per tutto il resto (Fondi ai migranti per pagare Noureddine e successivo dietrofront della giunta, pagamento indennità di funzione del mese di luglio a Lia, cast artistico “variabile” rispetto a quello indicato nella delibera di approvazione del programma del festival) non si è mosso nulla, a parte i “soliti” giornalisti rompiballe.
Insomma, nemmeno l’opposizione ha inteso violare l’intangibilità del “mangiambiviarrustiballa” nei giorni del festival. E se oltre a mangiare, bere, arrostire e ballare s’iniziasse anche a pensare e magari ad agire?


La Portosalvo equa e solidale

agosto 28, 2012

Solo chi non abita a Siderno non conosce la portata della festa patronale di Portosalvo, che dal 4 all’8 settembre di ogni anno paralizza il centro cittadino e diventa business solo per chi, a vario titolo, in quei giorni lavora e guadagna. Quest’anno, però, c’è una grande novità. Il commissario prefettizio Luca Rotondi, che regge l’ente dopo le dimissioni del sindaco Riccardo Ritorto, ha compiuto la scelta POLITICA più coraggiosa da un paio di lustri a questa parte, ponendo un tetto alla destinazione degli introiti derivanti dalla tassa d’occupazione suolo dei commercianti ambulanti. In pratica, gli ingenti incassi del tributo per l’occupazione del suolo verranno destinati al comitato feste patronali (che cura l’organizzazione delle celebrazioni civili dell’evento) nella misura massima del 50% delle somme introitate e, in ogni caso, non oltre i 40.000 euro. Il 20% verrà destinato alla copertura dei costi istituzionali (logistica, servizi di vigilanza e assistenza al traffico, guardia medica, assicurazioni, incentivazione del personale dipendente ecc.) nella misura massima di 20.000 euro. Il resto degli introiti verrà destinato ad attività sociali PER I CITTADINI PIU’ BISOGNOSI! Una rivoluzione, insomma, visto che nell’ultimo decennio la tassa di occupazione del suolo pubblico era una sorta di tributo “di scopo”, i cui proventi venivano interamente utilizzati per il contributo da erogare al comitato feste patronali e alla copertura dei costi istituzionali. Ora, dunque, c’è qualcuno che pensa anche ai bisognosi. E non è un politico-amministratore che arringa le folle nei comizi, intasa le redazioni dei giornali di comunicati stampa, attribuisce incarichi di consulenza a spese della collettività e insegue il consenso elettorale. No, è un commissario prefettizio. Un burocrate che guarda i conti del Comune, vede se certe decisioni le può prendere sulla scorta dei pareri passati della Corte dei Conti e poi pensa ai cittadini indigenti. Rotondi come il Che, dunque? Di sicuro è più rivoluzionario lui di tanti sedicenti uomini di sinistra o pseudobenefattori paesani.
W la Portosalvo equa e solidale!

delibera Portosalvo


Il Brunori che non ti aspetti

agosto 26, 2012

«Scrivo le canzoni solo per poter parlare ai concerti tra un brano e l’altro». Lo ha detto Dario Brunori dal palco locrese de “Le Club”, il locale “figo” della Riviera dei Gelsomini. Si giustifica, ma solo all’apparenza. In realtà si compiace. E molto. Si ammira davanti allo specchio con l’abito che porta con grande naturalezza e spontaneità: quello dello studente di provincia che diventa cantautore di successo, ma davanti ai suoi coetanei e ai compaesani, tiene a far sapere che non si è montato la testa, che è rimasto quello di sempre e che non si prende troppo sul serio. Il concerto, novanta minuti d’orologio, è terminato da circa mezzora. Palco sulla spiaggia, orario d’inizio più adatto a un party (una di notte) e pubblico in prevalenza giovanile. Con qualche chilo in meno e qualche capello grigio in più il cantante di Guardia Piemontese canta, suona e scherza, scherza parecchio. Col pubblico, coi musicisti, con sé stesso. Scherza al punto tale che i suoi intermezzi pieni di gag e battute sono parte integrante dello spettacolo e ne arricchiscono i contenuti. Peccato per l’acustica pessima coi toni acuti sempre al limite della distorsione e i bassi inesistenti, che spesso mortifica la bravura dei musicisti. Il pubblico, però, si diverte, perchè se c’è una dote che la Brunori sas ha è quella di creare subito l’empatia con la “sua” gente. Il re dei falò, le cui canzoni sono più suonate con la chitarra sulla spiaggia che scaricate illegalmente da “e-mule”, parte con “Fra milioni di stelle” regalando una coda in stile messicano, prosegue con “Come stai”, “Paolo” e “Domenica notte”. Imprenditore mancato per scelta, universitario dentro per vocazione, nonostante i 35 anni compiuti parla ai teenagers con la loro stessa lingua, quella dei writers che scrivono versi e disegnano murales “Con lo spray”; ironico sì, ma anche nostalgico e romantico al punto da creare brani come “Lei, lui, Firenze” e “Tre capelli sul comò”; diverte col valzerino de “La mosca” e sfotte quelli che, al contrario di lui, non hanno voluto o saputo dire di no a un destino professionale già segnato da “Imprenditore”. Il pubblico lo segue, dialoga con lui e i versi delle sue canzoni volano in aria nel parterre di sabbia e ghiaia, tra bermuda, minigonne, tacchi a spillo e infradito, tra zaffate di fumo e di eau de toilette. Lo stesso pubblico che esplode quando attacca “Italian dandy”, brano così famoso che non necessita di alcuna introduzione, men che meno ironica. Pochi secondi di pausa e poi di nuovo sul palco per “Il pugile”, unplugged come nel disco, così come “Nanà”. È il preludio al gran finale con i brani più famosi: “Rosa” più tragica che comica storia in stile Rino Gaetano, col giovane migrante che parte per una vita di sacrifici pensando a preparare un matrimonio che naufragherà ancor prima di essere celebrato, la celeberrima “Guardia ‘82”, colonna sonora ufficiale di tutti i falò, e “Stella d’argento” che cantava il papà da piccolo. Sembra l’ultima canzone in scaletta, ma il pubblico chiede di più e viene accontentato a ritmo di samba con “Il suo sorriso”, storia d’amore perduto e di amicizia infedele. Semplice, come i brani cantati da Brunori Dario di Guardia Piemontese. Cantautore, cabarettista e ragazzo della porta accanto.


S’ignora Lia

agosto 24, 2012

No, non ho sbagliato a scrivere il titolo della famosa canzone di Baglioni. E’ che l’albo pretorio on line del Comune di Caulonia offre ogni giorno delle sorprese che i ghiotti di notizie e curiosità non si fanno sfuggire. Giusto ieri, a ora di pranzo, la giunta presieduta dal sindaco Riccio si è riunita d’urgenza per deliberare la rettifica della delibera 205, facendo in modo che non venissero più utilizzati per pagare il concerto di Noureddine parte dei fondi destinati ai migranti del progetto “Emergenza Nord Africa”. Quindi, nel redigere la delibera numero 208 si è ricordato altresì che il sindaco, gli assessori e il presidente del consiglio comunale hanno deciso, come da nota del sindaco numero 10018 del 10 agosto, di devolvere la loro indennità di funzione fino a copertura finanziaria del Kaulonia Tarantella Festival, a partire dal mese di luglio. Ecco lo stralcio della delibera.

Nel frattempo, però, lo scorso 31 luglio, con determina numero 103 del responsabile Area Amministrativa e Affari Generali, veniva liquidata (a sua insaputa?) l’indennità di funzione al presidente del consiglio comunale Domenico Lia relativa al mese di luglio.

Quando si dice “coordinamento tra uffici” 🙂


Il Conte Tacchia

agosto 24, 2012

Sono juventino dal 1975; da quando frequentavo con un anno di anticipo la scuola elementare (c.d. “primina”) e mio cugino, di cinque anni più grande, mi convinse che era quella la squadra giusta per cui tifare, tanto da indurmi ad abbandonare un’altra squadra per la quale simpatizzavo perchè mi piacevano i colori della sua divisa.
In questi 37 anni ho vissuto momenti esaltanti, vittorie e spettacolo, ho ammirato grandi campioni e straordinari allenatori. Certo, c’è stato spazio anche per qualche amarezza: quella più grande l’ho provata ieri ascoltando le parole del lungo monologo di Conte – le conferenze stampa sono un’altra cosa, visto che implicano domande da parte dei giornalisti e risposte da chi le convoca – in cui, con una presunzione mostrata prima di ora soltanto da gente come Etò-o o Mourinho se la prendeva coi giudici sportivi (gli stessi che hanno confermato l’assoluzione per Pepe e Bonucci) dicendo che “Grazie al mio nome sono finiti sulle prime pagine dei giornali”. Non entro nel merito della vicenda giudiziaria, visto che pende ancora la possibilità di ricorso al Tnas. Dico solo che qualcuno, nella società più titolata e prestigiosa d’Italia, avrebbe dovuto dire a Conte che certe cose non si dicono, che le sentenze si rispettano sempre e comunque e che una volta esisteva lo stile Juventus. Invece no. Ha parlato solo lui, coi capelli posticci e il forte accento pugliese. Ha detto quello che gli passava per la testa, senza contraddittorio e senza domande da parte dei giornalisti. C’era una volta lo stile Juventus. Che ora giace moribondo, anche per colpa di Antonio Conte. Grande giocatore, grandissimo allenatore ma oggi, dopo quello che ha detto, piccolo uomo.


EL PUEBLO UNIDO JAMAS SERA VENCIDO

agosto 23, 2012

DAL COMUNE DI CAULONIA

“Agli Organi di Informazione. La Giunta Comunale, riunitasi oggi in seduta straordinaria di urgenza, al fine di troncare ogni possibile strumentalizzazione, ha revocato, il punto 4) del deliberato (… parte del fondo della protezione civile per i servizi di intrattenimento a favore dei migranti…per l’interventoi musicale dell’artista Noureddine…), dell’atto di indirizzo n. 205 del 20/8/2012, con il quale si individuavano i fondi per fronteggiare la nascente spesa per il Kaulonia Tarantella Festival 2012. Altresì, non è stato assunto alcun atto gestionale di impegno di spesa.
E’ triste pensare che mentre a Caulonia si sta realizzando un grande festival ricco dal punto di vista artistico e culturale, c’è chi pensa di offuscare tutto questo andando a radiografare le delibere di giunta estrapolando parti di queste per far apparire una realtà diversa da quella che è. Entrando nel merito della delibera si legge una sola cifra che corrisponde al costo complessivo del festival: 56.500,00 euro.
La copertura di tale spesa avverrà con il contributo provinciale, il bilancio comunale, l’indennítà di carica dell’intera giunta e del presidente del consiglio comunale e poiché si è voluto dedicare una serata ai migranti con la presenza dell’artista Noureddine, di utilizzare un fondo stanziato dalla protezione civile per i servizi di intrattenimento a favore dei migranti. Detto tutto questo c’è chi pensa di confondere la gente dicendo che il festival viene finanziato con i soldi dei migratati senza entrare nel merito delle cifre che testimoniano tutt’altro. Il cachet di Noureddine è di 1.000,00 euro: è questo il contributo utilizzato su un totale di 56.500,00 euro che viene utilizzato dal fondo destinato per intrattenimento dei migranti. Se poi si somma il modesto contrìbuto provinciale di 15.000,00 euro, si capisce che quasi l’80% dei festival pesa sull’indennità di carica degli amministratori che con grande senso di responsabilità hanno messo sul tavolo per salvare questo Festival. Probabilmente questo grande senso di responsabilità degli amministratori e questa grande dimostrazione di affetto verso un evento che sentiamo nostro e che ci invidia mezza Italia, non è piaciuto a chi mette il Paese dietro i propri interessi personali e vede questa azione come un qualcosa che possa rafforzare il legame tra i cittadini di Caulonia che non più tardi di tre mesi fa hanno dato grande fiducia a questa amministrazione. Se invece di sprecare energie per confondere la gente si contribuisse anche con un piccolo contributo, non solo economico ma anche di idee, per far crescere questo Festival, ne gioveremmo un pò tutti e soprattutto l’evento stesso”.
Giovanni Riccio – Sindaco di Caulonia

Fin qui la replica del primo cittadino di Caulonia, dopo il post pubblicato ieri su questo blog e l’articolo dell’amica e collega Simona Musco uscito oggi su Calabria Ora. In pratica, grazie all’azione di due giornalisti liberi e indipendenti, animati solo da passione civile e impegno professionale, tutti i soldi destinati agli immigrati rimangono dove sono, visto che la giunta comunale di Caulonia è stata costretta a rivedere, in corsa, la decisione di stornare mille euro per pagare il concerto di Noureddine. Loro la chiamano “strumentalizzazione”; per noi è passione civile e consapevolezza del nostro ruolo.
Poi, è il caso di dire che, pur sforzandoci, non riusciamo a capire dove, nel mio scritto e io quello di Simona, sarebbe stato indicato che coi soldi destinati ai migranti che fruiscono del progetto “Emergenza Nord Africa” si sarebbe finanziato tutto il festival. Entrambi, infatti, abbiamo scritto che ne sarebbe stata utilizzata una parte per pagare il concerto di Noureddine, peraltro inserito già da diversi giorni nel programma del Kaulonia Tarantella Festival. Riccio ci accusa di confondere le acque e minimizza sull’ammontare del contributo, dicendo, in sostanza, che si tratta solo di mille euro? Per noi anche un solo centesimo destinato agli immigrati e usato per altri scopi è inammissibile. Provate a chiedere a un immigrato cosa farebbe con “solo” mille euro! E poi, nella sua replica, Riccio dimentica di riportare quanto dichiarato dal responsabile regionale della Rete dei Comuni Solidali Giovanni Maiolo. Già, proprio quella Re.Co.Sol. citata, a sproposito, nella delibera di giunta, quando l’assessore al ramo, nella sua relazione, dichiara che la Rete dei Comuni Solidali vorrebbe sostenere il KTF. Insomma, Maiolo ha sbugiardato la giunta comunale di Caulonia dichiarando alla stampa che “Recosol non ne sa niente di questa cosa”. Si preferisce, quindi, cercare di attaccare i (pochi) giornalisti liberi e indipendenti, quelli che fanno le “radiografie” agli atti amministrativi per mestiere, perchè controllare l’operato di chi amministra è uno dei compiti fondamentali di chi fa informazione. E prima di autoincensarsi per il sacrificio “postumo” della rinuncia alle indennità di funzione, si ricordi che questo è stato necessario perchè il Comune non ha saputo produrre una documentazione idonea a rientrare nella graduatoria del bando predisposto dalla Regione Calabria. Lo stesso Comune che in una delibera di due settimane fa definì Teresa De Sio “artista pugliese”.

delibera paraparà paraparà paraparappappà

TRA L’ALTRO, COME SI EVINCE CHIARAMENTE DALLA NUOVA DELIBERA, E’ STATO IL RESPONSABILE DEL SERVIZIO COMUNALE A DIRE CHE QUEI FONDI NON POTEVANO ESSERE UTILIZZATI IN QUEL MODO E QUINDI QUELLA DI REVOCARE L’ATTO PRECEDENTE NON E’ STATA UNA DECISIONE PRESA AUTONOMAMENTE DALL’ESECUTIVO “PER EVITARE STRUMENTALIZZAZIONI”. INSOMMA, CARO RICCIO, CON LA DELIBERA PRECEDENTE AVEVATE FATTO I CONTI SENZA L’OSTE


Amministrazione creativa

agosto 22, 2012

Ricordate la “finanza creativa” di Tremonti? Roba da dilettanti. La delibera numero 205 della giunta comunale di Caulonia, infatti, va oltre. L’arte di arrangiarsi, tipica virtù italica, trova la sua compiuta realizzazione in quest’atto amministrativo, col quale si stabilisce che il concerto dell’artista della “Primavera araba” Noureddine, in programma domani sera nell’ambito del Kaulonia tarantella festival, verrà pagato con i soldi “del fondo stanziato dalla Protezione Civile per i servizi di intrattenimento a favore dei migranti”, con la presunta benedizione della Re.Co.Sol. che secondo la relazione dell’assessore al ramo, vorrebbe offrire il proprio contributo economico alla menifestazione. Già, perchè Caulonia è da anni parte della Rete dei Comuni Solidali, che supporta programmi di accoglienza a favore dei cittadini immigrati (c.d. “Emergenza Nord Africa”) e riceve sistematicamente dei fondi pubblici per realizzare le proprie finalità. Viene da chiedersi, però, come mai questi soldi non vengano spesi solo per attività realizzate ad hoc per i numerosi immigrati presenti in loco nel corso dell’intero anno, o concepite e organizzate dagli stessi, piuttosto che per un singolo concerto che è parte di un pacchetto proposto da una casa discografica di Roma al Comune di Caulonia e che concerne un festival che comunque esula dalle attività tipiche della Re.Co.Sol. Dunque, posto che il costo totale della manifestazione non dovrà superare il tetto di 56.500,00 euro, e che la Provincia di Reggio Calabria ne mette 20.000 (altri cinquemila sono stati garantiti personalmente dal presidente Raffa rispetto ai 15.000 iniziali) e considerato che il sindaco, gli assessori e il presidente del consiglio comunale rinunceranno alla propria indennità fino a copertura totale dei costi, che bisogno c’era di attingere ai fondi della ProCiv per gli immigrati? Questo dovranno spiegarlo il sindaco e la giunta. Gli stessi che con grande enfasi hanno diffuso la notizia della rinuncia all’indennità di funzione e che invece in questo caso hanno mantenuto un basso profilo.
Quale sarà la ratio della loro scelta? Avranno forse pensato che, siccome il concerto di Noureddine non interessa a nessuno fuorchè agli immigrati nordafricani presenti nel territorio cittadino, questo dev’essere pagato con i soldi destinati a loro?
Un po’ semplicistico come sillogismo, oltre che ingeneroso nei confronti dell’artista.
Per il momento le certezze sono poche. Una riguarda la bocciatura della documentazione presentata per l’accesso ai fondi regionali con le regole fissate da apposito bando. Di questo non ne parla più nessuno. Si preferisce lanciare appelli con l’enfasi tipica dei discorsi di Ahmadinejad facendo leva “sull’orgoglio e la fierezza del popolo cauloniese contro i soprusi” e richieste di donazioni pro Kaulonia Tarantella Festival con tanto d’indicazione di c/c postale e codice IBAN sul sito istituzionale del Comune. Insomma, ci si affida alla generosità umana e all’arte di arrangiarsi. Del resto, di turisti americani ingenui (o parvenu russi) da queste parti non ce ne sono. Altrimenti si poteva proporre loro la vendita dello Sperone.

Delibera storno fondi migranti