Ktf, le domande che non hanno mai avuto una risposta chiara

Si chiama metodo comparativo. Serve a rilevare le differenze tra quello che è stato preannunciato e quello che sarà, tra quello che è stato l’anno scorso e ciò che avverrà quest’anno. Come è noto, la situazione del Kaulonia Tarantella Festival, che avrà luogo dal 21 al 25 agosto, nella tradizionale cornice di piazza Mese, non è delle migliori. Al di là del contributo della Provincia di Reggio Calabria (pari a 15.000 euro), infatti, il Comune dovrà provvedere a pagare da sè il resto della spesa totale, per la quale, come da delibera numero 203 dello scorso 7 agosto, è stato posto un tetto massimo di 56.500 euro. In tempi di spending review, federalismo fiscale, taglio sempre più deciso ai trasferimenti di denaro pubblico dal governo centrale ai Comuni, risulta difficile immaginare dove l’Ente con a capo il neo eletto sindaco Giovanni “Ninni” Riccio troverà questi soldi, ma questo non c’impedisce di formulare al primo cittadino, alla giunta e agli organizzatori il nostro più cordiale “in bocca al lupo” per l’impresa.
Per ora, si sa poco o nulla riguardo il programma della manifestazione, visto che sul sito ufficiale http://www.kauloniatarantellafestival.it non è stato pubblicato alcunché. Resta solo il tempo di qualche riflessione su quello che rappresenta il principale evento di spettacolo dell’estate locridea, insieme al festival jazz di Roccella Ionica “Rumori mediterranei”.
E’ stata innanzitutto confermata la scelta di affidare le chiavi della manifestazione all’agenzia Cni music Srl che curerà l’organizzazione dell’evento, sulla scorta di una proposta da quest’ultima presentata e che comprende organizzazione generale e logistica, promozione pubblicitaria, organizzazione corsi, cast artistico e una non meglio precisata «Consulenza organizzativa ed intermediazione per il concerto con l’artista pugliese (sic!) Teresa De Sio». Assunto che la De Sio è napoletana e che Napoli è il capoluogo della Campania e non della Puglia, siamo curiosi di sapere da chi sia stato commesso l’errore marchiano: se dalla giunta Riccio che l’ha riportato in diverse parti della delibera o dalla stessa CNI music, la cui offerta scritta al Comune di Caulonia, a differenza dell’anno scorso, non è stata pubblicata sull’albo pretorio on line dell’ente. Sta di fatto che quest’anno il cachet dell’agenzia romana, rappresentata in loco dal manager ebolitano Massimo Bonelli (che a breve verrà insignito in Calabria di un “premio simpatia”) ammonta a soli 38.000 euro, contro i 52.800 dell’anno scorso (e la spesa non comprendeva nel 2011 la direzione artistica e le spese per i cantanti, per le quali, a parte, sono stati spesi 40.500 euro) e i 19.000 euro dell’edizione 2010, nella quale però la Cni dovette curare soltanto i servizi di promozione evento, strutture di base, servizio fotografico e realizzare un Cd. Insomma l’anno scorso tutto il festival costò 109.000 euro (di cui 66.000 euro coperti dal contributo della Provincia) mentre quest’anno ne costerà la metà.
Eppure saranno sempre cinque le serate della manifestazione e quest’anno si esibiranno solo artisti affermati, senza ricorrere a concorsi per “nuove proposte” senza regolamenti noti agli addetti ai lavori, con giurie improvvisate e convocate all’ultimo momento e i cui voti non vennero nemmeno tenuti in considerazione, come l’anno scorso quando Bonelli decise «Con un atto ordinativo d’ufficio» (parole sue) di far vincere gli Astiokena, che in giuria ottennero un solo voto. A proposito degli Astiokena, questi sono tra gli artisti che si esibiranno quest’anno, al contrario dei preannunciati (un paio di giorni fa) Eugenio Bennato, Mimmo Epifani e Peppe Voltarelli. Giova ricordare che, come disse il sindaco di Caulonia Riccio «Anche Francesco De Gregori (in tour con Ambrogio Sparagna) si era proposto ma non siamo stati in condizioni di averlo». Sfortunatamente, non abbiamo assistito alla scena in cui “Il Principe” avrebbe chiesto, sommessamente, di prendere parte alla kermesse cauloniese e quindi ci fidiamo di quanto detto dal primo cittadino. Ultimi, nell’elenco degli assenti, i Sud Sound System, che pur nel loro sito ufficiale avevano indicato Caulonia come tappa del loro tour estivo. Fin qui gli assenti. Chi si esibirà, invece, a parte gli Astiokena e all’Orchestra popolare “Roma tarantella festival” che porterà l’amico Valerio Filippi (uno che da anni si spende per portare il buon nome di Caulonia e di tutta la Locride in giro per l’Italia, anche nell’indifferenza di molti rappresentanti istituzionali locali), che dovrebbe occupare tutta la serata del 23, dedicata al gemellaggio col Roma Tarantella Festival di cui Filippi è il patron, saranno: Mattanza, Quartaumentata, Marasà, Sabathum Quartet, Taranproject, Noureddine, Davide Van Des Froos e Teresa De Sio. L’esibizione di quest’ultima non è compresa nel pacchetto proposto da Cni, e quindi, essendo fuori budget, sarà interamente pagata dal Comune di Caulonia. Dunque, tenendo conto che una serata è stata garantita dal buon Valerio e dai suoi artisti che scenderanno dalla Capitale, che il nuovo direttore artistico Mimmo Cavallaro (grande musicista e galantuomo al quale auguro ogni bene e a cui ho dedicato il mio primo e unico libro) darà il massimo per fare, come sempre, le cose per bene, va detto che il programma non è male. Certo, qualcuno sussurra che certe presenze emerse nell’ultima ora (Teresa De Sio, Quartaumentata) siano conseguenza dell’assenza di Eugenio Bennato dalla direzione artistica e dal Ktf in generale.
Ma questa – direbbe Lucarelli – è un’altra storia.
Se fossi un semplice appassionato di musica come tanti, infatti, mi fermerei qua, pensando a organizzarmi le serate in cui andrò ad assistere al festival di Caulonia o a quello di Roccella, visto che, tra le altre cose, si svolgeranno in contemporanea. Il punto è che il ruolo di operatore dell’informazione (seppur volontariamente in stand by) m’impone alcuni interrogativi. Perchè un’opinione pubblica matura e consapevole ha il diritto di farsi certe domande e noi, nel nostro piccolo, le diamo una mano.
La prima – direbbe Lubrano – nasce spontanea: perchè l’anno scorso cinque serate sono costate in tutto 109.000 euro e quest’anno circa la metà? Lo scopriremo solo vivendo. Però, qualcuno ci dovrà spiegare come mai la Cni Music Srl quest’anno offre tutto a 38.000 euro, mentre l’anno scorso, solo per la promozione dell’evento ne ha prese 22.800, alle quali vanno aggiunte le 30.000 per organizzazione generale e logistica. Premesso che quest’ultima voce di bilancio difficilmente potrà essere tagliata per l’edizione 2012, a meno che non si decida di offrire agli artisti e agli aventi diritto un panino con la mortadella senza pistacchi e un bicchiere d’acqua in luogo dei vassoi con pasto completo dell’anno scorso valutati 15 euro ciascuno (più o meno il doppio del loro valore reale), l’impressione è che l’anno scorso si sia speso un po’ troppo per la promozione dell’evento. Almeno, noi che siamo del mestiere, sappiamo benissimo che il territorio offrirebbe addetti stampa, fotografi, cineoperatori capaci di rendere un ottimo servizio a costi molto più competitivi, come insegnano certi precedenti storici. Poi, in assenza di un piano dettagliato delle spese, non possiamo far altro che procedere per dati aggregati, senza aver dimenticato però, quanto riferitoci da un addetto ai lavori lo scorso settembre, ovvero che nonostante le mille euro spese per il servizio di security notturna, non sarebbe filato tutto liscio.
Sta di fatto che, a nostro modesto avviso, il grande limite di questa organizzazione sta nella mancanza di un’associazione creata ad hoc (sull’esempio dell’Associazione Culturale Jonica che da decenni cura Roccella Jazz) che curi l’evento 365 giorni all’anno, invece di affidarlo agli amministratori di turno che, al di là dei piagnistei per i soldi che non arrivano dalla Regione (che tra l’altro ha escluso il festival dai bandi “per punteggio insufficiente”) non trovano di meglio che affidare le chiavi del Ktf a chi viene da fuori e – giustamente – vuole guadagnare. Magari grazie a quei locridei «Provinciali e con i corvi sulle spalle».

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