Meno male che Caulonia c’è

Si dice che “Sbagliare è umano, perseverare è diabolico”. E allora al Comune di Caulonia devono essere davvero mefistofelici, perchè dopo la “chicca” della delibera di giunta in cui la cantante Teresa De Sio veniva definita “artista pugliese”, è stata pubblicata sull’albo pretorio on line la determina numero 214 del 17/08/12 dell’area socio-CULTURALE e pubblica ISTRUZIONE (!) in cui s’incorre nello stesso errore (viene definita sempre “artista PUGLIESE”), oltre a disporre il pagamento dell’acconto alla società C.O.R.E. che cura gli interessi della cantante pari a duemila euro su un compenso totale per la prestazione al Kaulonia tarantella festival di 8.250 euro Iva compresa. Insomma, cambiano gli uffici ma l’errore resta. Certo, è solo uno dei tanti, visto che si è scritto negli atti che sindaco, assessori e presidente del consiglio comunale avrebbero rinunciato alle loro indennità a partire dal mese di luglio, mentre il presidente del civico consesso ha già percepito i soldi di luglio; visto che la giunta aveva disposto l’utilizzo di parte di una somma destinata ai migranti ospitati in paese col progetto “emergenza Nord Africa” per pagare il concerto dell’artista nordafricano Noureddine, che, ignaro di tutto, ha spiegato nei giorni successivi che lui con questa scelta non c’entrava nulla. Meno male che un paio di giorni dopo, il responsabile del servizio comunale, probabilmente allertato da alcuni articoli apparsi sulla stampa libera e indipendente, ha costretto l’esecutivo a fare marcia indietro e a ritirare il provvedimento perchè quei fondi non potevano essere utilizzati per pagare concerti di un festival che non aveva alcuna connessione coi progetti di accoglienza.
Insomma, continua a regnare l’approssimazione da parte di un’amministrazione impegnata, fino ad ora, a bearsi del pienone di pubblico per degli spettacoli gratuiti offerti da artisti che, in alcuni casi, potrebbero avere suonato gratis, visto che il loro nome non compare, almeno fino ad ora, in alcun atto ufficiale del Comune. In pratica, gli artisti di cui sopra si sarebbero sacrificati, hanno risposto all’appello del condirettore artistico Cavallaro e avrebbero suonato gratis (almeno così si presume, visto che il loro nome non c’è nelle delibere comunali d’impegno di spesa), mentre gli amministratori del Comune e quelli della società plenipotenziaria che ha gestito l’evento si sono vantati del successo del festival. E l’opposizione? Solo dopo la fine della kermesse musicale ha presentato un’interrogazione per cercare di capire perchè chi ha redatto la documentazione necessaria per accedere ai fondi regionali, non è stato così bravo a prepararla tanto che il Comune di Caulonia e il suo festival sono stati esclusi. Per tutto il resto (Fondi ai migranti per pagare Noureddine e successivo dietrofront della giunta, pagamento indennità di funzione del mese di luglio a Lia, cast artistico “variabile” rispetto a quello indicato nella delibera di approvazione del programma del festival) non si è mosso nulla, a parte i “soliti” giornalisti rompiballe.
Insomma, nemmeno l’opposizione ha inteso violare l’intangibilità del “mangiambiviarrustiballa” nei giorni del festival. E se oltre a mangiare, bere, arrostire e ballare s’iniziasse anche a pensare e magari ad agire?

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