Siamo in onda

ottobre 30, 2012

Cardinale, cardinale di Jerez de la Frontera. Cardinale senza abito talare. Cardinale che porti allegria e che sai di buono. Stasera brindo con te. Come non facevo da tempo, da qualche chilo fa. Ma stasera ‘nculu al regime alimentare sano, ‘nculu al peso under 90, ‘nculu a cu’ non voli. Stasera si brinda, perchè guardare il mondo dalla finestra alla lunga logora. Siamo tornati, e nel migliore dei modi. Siamo tornati con tanta voglia di fare e con l’entusiasmo da vendere tanto al chilo. Domani si lavora ma oggi si festeggia. Si festeggia così tanto da essere euforici. Brindiamo all’amicizia di chi mi ha seguito dal primo momento e di chi, con grande onestà, ha capito che non poteva andare avanti insieme con noi, ma col cuore ci è vicino perchè ci vuole bene. Brindiamo all’umidità sul soffitto di questa stanza vicino al mare, alle riunioni e ai chilometri macinati, spesso a vuoto. Brindiamo a ciò in cui crediamo e a cui abbiamo sempre creduto. Brindiamo alla forza delle idee, dei valori, dei principi, che sono più forti dei soldi di chi ci voleva diversi, pedine di un meccanismo del quale eravamo stanchi. Brindiamo all’autonomia di pensiero e di azione, ai sogni che non possono e non vogliono tramontare, alla forza delle idee e del nostro modo di vedere il mondo. Siamo piccoli, ma cresceremo, e allora, virgola, ce la vedremo. Come cantava Renato Rascel quando ero bambino. Ci siamo, siamo in onda. Con l’emozione che provò la generazione precedente quando nel quartiere in cui abitava faceva ascoltare via etere i dischi di vinile che “friggevano”, come i nostri avi che seguivano la “telegraph road” cantata dai Dire Straits, “like the spanish city to me, when we were kids”. Eminenza alcolica e aromatica, brindiamo al tuo cugino cubano col quale concludemmo tanti incontri estivi, all’amicizia che annulla le distanze di chilometri e anagrafe, ai nostri occhi puliti quando ci guardiamo, alle nostre accese discussioni per cercare di fare sempre meglio, alle montagne della burocrazia e alle vette ancora da scalare. Siamo in onda, anzi, in rete. Ma ci siamo, ed è quello che conta di più. Siamo in onda, di qualche cosa. E allora grazie alla fatina buona, amica così preziosa che ogni ringraziamento non basta mai, all’amica mia e degli animali che è in prima fila nella mia vita dal momento più difficile, alla rivelazione del 2011 che non ha esitato a dire di sì, agli amici “vicini e lontani”, ad Angelo, Emanuela, Maria Teresa, Ciccio, Fabio, Pasquale, alla “culona” che si è dovuta sorbire persino il mio tono di voce fuori dalle righe, all’omone buono, e a tutti quelli che in questo momento hanno condiviso un po’ della mia gioia. Grazie di cuore. È solo l’inizio. Ma è troppo bello per essere vero. Siamo in onda.

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Quarantadue

ottobre 9, 2012

Che alba stamattina sullo Jonio! Splendida scenografia naturale per ricordarmi che non servono torte o pasticcini, spumante o champagne per festeggiare un compleanno. 42, numero anonimo, buono solo per la smorfia e chi ne conosce il significato. Numero che aumenta lo spread tra l’età anagrafica e quella percepita, perché non è necessario avere Scapagnini come medico per sentire inalterato l’entusiasmo per ciò che ti stimola e ti fa sentire vivo, l’indignazione di chi non riesce ad assuefarsi a tutto quello che non va; la voglia di rimettersi in gioco, di lasciare il certo per l’incerto, di non adeguarsi mai, di non optare mai la soluzione di comodo, di scegliere in base alla convenienza solo tra i banchi del supermercato. E allora il bello è rigenerarsi, riuscendo nell’alchimia di chi usa l’esperienza come lubrificante di un meccanismo complesso e alimentato dal carburante dell’entusiasmo. Si riparte da qui. Ad majora!