Dove eravamo rimasti?

Che poi non è vero che è l’unico modo per apprendere in tempo reale e al di fuori delle fonti ufficiali notizie flash, magari da approfondire se riguardano la tua zona di competenza. Twitter, per esempio, è molto meglio: essenziale, professionale, credibile. Scevro da pettegolezzi, commenti non richiesti e quasi mai pertinenti, foto di piatti appena cucinati, vitelloni in discoteca col coktail in mano e le dita a “V”, pennichelle, albe e tramonti, piedi al mare, coppie innamoratissime che nella vita reale di cornificano o sognano di farlo, “tag”, “condivisioni”, messaggi da sconosciuti. Basta! Ho lasciato Facebook con la stessa determinazione con la quale, da piccolo, gettati il ciucciotto dal balcone o, un anno e mezzo fa, lasciai una mia precedente esperienza editoriale. Senza mai ripensarci o tornare indietro. E comincio a sentirmi meglio, come chi smette di fumare dopo una vita di tre-quattro pacchetti al giorno e ricomincia a respirare bene, non affanna più in salita e sente di più i sapori del cibo. Evidentemente, tornare da Locri al buio in sella alla bicicletta ha portato consiglio. Solo la luce fioca del fanalino, la strada, il traffico e i rumori a distanza di sicurezza e un occhio attento a dove metto i piedi; pardon, le ruote. E, miracolo dei miracoli, torno a scrivere sul caro, vecchio e inutile blog, come Sergio Castellitto nella scena finale di “Caterina va in città”, quando scende in garage e rispolvera quella vecchia moto di quand’era ragazzo e scappa via da una realtà familiare vittima delle ipocrisie di una città che si rivela peggio di come la si immaginava quando si abitava in campagna. Oggi ricomincio, twittante sì, ma anche canterino come sempre, con la voglia di comunicazioni concrete, reali e non virtuali, col desiderio di non banalizzare più i miei pensieri e i miei scritti nel regno virtuale del pettegolezzo e dell’inutile. Se c’è ancora qualcuno che ricorderà questa mia creatura virtuale sarà contento. Altrimenti va bene lo stesso. In twitter sono @GianlucAlbanese. Ma qui, sono semplicemente me stesso.

2 risposte a Dove eravamo rimasti?

  1. mararechichi scrive:

    Da un pò penso di prendere questa stessa decisione. E tu mi confermi che non è sbagliata. Tanto, ti trovo qui😉

  2. Roberto Tolomeo scrive:

    Io invece direi di rifletterci su. Nessuno ti impone di essere attivo su Facebook. Potresti magari tenere “acceso”il profilo e utilizzarlo poco. e, poi, soprattutto, il gruppo degli strafalcioni merita la tua presenza.

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