A ridaje direttò!

Dicembre 24, 2009

E’ stato davvero un piacere prendere parte all’aperitivo di gala della rivista “IF magazine”, versione cartacea del sito www.ilfattoonline.com. Come sempre, il suo editore Joe Infusini, ha dimostrato grandissimo spirito imprenditoriale e spiccata attitudine alle relazioni sociali, ponendosi orgogliosamente a capo di una struttura che sembra più (e non è retorica) una grande famiglia che un gruppo di lavoro. La prima foto ritrae “er direttore”, il carissimo amico Antonio Baldari, alla prese con una scorpacciata di pizzette e zeppoline. Imitando il suo inconfondibile accento romano verrebbe da dire…«er pupetto se deve sostenè». Quindi, via a una lunga conversazione da salotto con la giornalista Rossella Garreffa, col direttore che appare molto sensibile al suo fascino mediterraneo.

In questa foto, sembro avallare la tesi secondo la quale…«’a ggenti voli u mangia» :-D

Molte le presenze di graditissimi ospiti. Qui Joe è insieme ai coniugi Saccà

Questo, invece, è il tavolo dei simpaticissimi Tony e Barbara

Tra le numerose autorità presenti, anche il sindaco dei giovani della Locride Ciccio Gentile, che prima del suo discorso, ha vinto una bottiglia di spumante estratta nel corso di una riffa “istantanea” durante la serata. Ovviamente, da “cristianone” qual è, ha subito diviso la bottiglia col resto del tavolo.

Dicevamo della riffa: tra i vincitori degli altri premi, c’è anche la giovane Laura Dominici

Ma il premio principale è andato a Christian Morello, ormai apprezzata firma di sport e politica locale de “Il fatto”

A garanzia della trasparenza e della serietà dell’estrazione, c’è stata la supervisione del ragionier Giorgio Verteramo, consigliere comunale di maggioranza del Comune di Martone, che ha fatto le veci dell’intendenza di finanza. E così, la serata è passata piacevolmente, a testimonianza del clima di concordia e amicizia che regna nella struttura de “Il fatto”. La cosa più bella che ho notato, sono stati gli sguardi di ammirazione di collaboratori (e soprattutto collaboratrici) all’indirizzo del grande Antonio Baldari, durante il suo discorso. Ora e sempre…aridaje, direttò! :-)


Evviva cu abballa!

Dicembre 23, 2009

Non ho mai amato il mio paese e la mia terra come ieri sera. La scintilla? Semplice. Il concerto di Mimmo Cavallaro e i Taranproject. Più che una moda; molto più che una riscoperta delle radici musicali della Locride e della Calabria: semplicemente un sentimento che accomuna e diverte, un ritmo terapeutico per il corpo e per la mente, una musica che senti dentro e non ti lascia più. Le vacanze natalizie non potevano iniziare meglio. Solito scenario: centinaia di aficionados che seguono il musicista di Caulonia, ovunque, e tanta gente che in questi anni ha imparato ad amarlo ed apprezzarlo, insieme ai suoi musicisti: il partner di sempre Cosimo Papandrea, la bella Giovanna Scarfò, il grande Carmelo e tutti gli altri. L’inizio ha ripagato tutti dell’attesa con una temperatura non fredda ma comunque fresca. “Lu cantu di lu marinaru” è una sorta di “intro” universale per i suoi concerti, come “Canzone per un’amica” di Guccini. E quindi tutte le “hits” dell’ultimo cd, da “Comu si gira comu si balla”, “Mariola”, “Passeggera” e qualche classicone come “Cioparella”. Tutte canzoni che ho cantato a squarciagola, accompagnato occasionalmente da Totò, mentre Mimmo e gli altri hanno seguito l’esibizione con la compostezza tipica del pubblico della prima della Scala. Poi, è entrato lui, il grande Papandrea, “mr. C.” ed è stata subito “Spagna”, una delle più amate in assoluto. All’attacco di “Corvu nirgu chi faciti gabbu” ho deciso, senza alcun indugio, di togliere piumino, cappello e sciarpa e scatenarmi in una danza sfrenata, seppur con le mie movenze da pupazzo di “Giochi senza frontiere”. Ma è impossibile rimanere impassibili, se mi si passa la cacofonia. Anche se alcune statue di sale nelle retrovie hanno seguito immobili l’esibizione. Ma io non sono fatto di sale; sono carne e sangue, insomma, vivo. E ieri lo sono stato più che mai e insieme a me tantissimi. Tutti in preda al “groove”, quella cosa che ti prende dentro e ti conduce da sola. Consiglio a tutti di non perdersi i numerosi concerti in programma da queste parti. Per chi abita lontano…beh. E’ uno dei motivi principali per i quali visitare questa terra. EVVIVA CU ABBALLA!


Compilation natalizia

Dicembre 22, 2009

Diciamo la verità: in questi giorni, le varie “Jingle bells”, “White Christmas” e anche “Tu scendi dalle stelle” hanno proprio stancato. Ci vuole qualcosa di nuovo e io vorrei proporre, da questo inutile blog, la mia compilation natalizia. Si tratta di un Q-disc, realizzato sulla scorta dei “dischi” che da troppo tempo vengono suonati nelle assemblee, dal Parlamento fino ai consigli comunali. Ecco i quattro brani:

Traccia 1 MpA (Lega per la versione distribuita oltre la linea gotica): «La classe politica nazionale dal dopoguerra in poi ha fatto solo disastri, lasciando questo territorio di diversi decenni indietro rispetto al resto del Paese. Bisogna ripartire dal basso, da chi conosce bene le istanze del territorio, staccandosi dal cordone ombelicale che ci lega a Roma e superando questa classe dirigente così supina rispetto ai vertici dei partiti tradizionali».

Traccia 2 Udc: «Il bipolarismo, così come è stato concepito ha fallito. Solo un grande centro può assicurare l’efficacia nel tempo dell’azione di governo. Noi siamo all’opposizione da due legislature, proprio perchè non accettiamo compromessi coi partiti al governo; non cerchiamo poltrone, ma solo il bene del Paese e alle prossime consultazioni elettorali chiunque dovrà fare i conti con noi. Saremo l’ago della bilancia».

Traccia 3 Pd: «Non basta fare l’opposizione; dobbiamo soprattutto costruire l’alternativa solida per il governo del Paese, guardando a possibili nuove alleanze, ma senza commettere gli errori del passato, quando formammo delle coalizioni troppo eterogenee che non assicurarono la governabilità. Crediamo che sia doveroso cogliere l’appello del Capo dello Stato a un rasserenamento dei toni nella battaglia politica, e siamo disponibili a confrontarci sulle grandi riforme istituzionali, purchè venga rispettato il dettato della Costituzione»

Traccia 4 Pdl (è quella già lanciata nel mercato estero): «In Italia chi è stato eletto democraticamente dai cittadini non può governare liberamente perchè comanda il partito dei giudici politicizzati. Anche la maggioranza dei togati della Corte Costituzionale è di sinistra e vorrebbe sovvertire le istituzioni elette dal popolo con un grande consenso. Diciamo basta al partito dei giudici e al clima d’odio che hanno creato, di concerto con giornali estremisti come La Repubblica e il Fatto Quotidiano (un vero e proprio mattinale delle procure) e a trasmissioni come quelle di Santoro e Travaglio. Noi siamo il partito dell’amore che vince sull’odio seminato dalla sinistra».

Lo so, le avete sentite troppe volte queste canzoni. Ma io sono stato l’unico ad avere l’idea di raccoglierle in una compilation, che può essere anche messa in vendita. E sono pronto a riconoscere i diritti agli autori. Di certo, però, non canterò queste canzoni. Privilegerò, come sempre…IL MIO CANTO LIBERO!

P.S.: visto che si tratta di una compilation natalizia, che ha lo stesso spessore artistico dei cinepanettoni con De Sica & Co., che ne pensate se metto questa come copertina? In fondo è il regalo natalizio che fa tendenza. Anzi, deriva. Piduista.


Un personaggio “esemplare”

Dicembre 17, 2009

Questo “forisi c’a coppa” (tamarro con la scorza) è l’assessore regionale della Lombardia Prosperini, arrestato nella serata di ieri. E’ del Pdl, ovviamente, ma nel suo curriculum vanta anche una militanza nella Lega, insieme a quei bravi cristiani di Borghezio e Calderoli. Questa clip contiene alcune perle del buon Prosperini, con tanto di minaccia finale di “menare le mani”. Chissà se l’ha visto Cicchitto, lui che ha dato del “terrorista mediatico” a Travaglio e del “mandante morale dell’attentato a Berlusconi” a Di Pietro. Questi sono quelli che vorrebbero dare delle lezioni di democrazia a noi che non la pensiamo come loro.

In questo filmato, vediamo il momento in cui apprende della notizia del suo arresto in diretta televisiva. Notare il suo profondo rispetto per la stampa e per la magistratura…


Un bel libro da leggere (dicembre 2009)

Dicembre 17, 2009

Conoscevo Roberto Saviano come “quello di Gomorra”: un tipo coraggioso, che fa nomi e cognomi e vive sotto scorta. Ignoravo, lo ammetto, che si tratta di un grandissimo scrittore, uno che anche in un racconto breve ci mette tanta di quella passione e profondità da farti entrare nella storia. L’ho scoperto leggendo “La bellezza e l’inferno”, che mi è stato regalato per il mio compleanno. Si tratta di una raccolta di scritti usciti sui giornali “canaglia” come La Repubblica, L’Espresso, Il Manifesto e pochi altri. Ma che bravo questo ragazzo di trent’anni che è stato premiato all’accademia del Nobel a Stoccolma e ha raccontato la scena con lo spirito dello studente che sostiene l’ultimo esame prima di laurearsi. Ci sono tante storie, nel libro. Va letto come se fosse un blog su carta stampata. Vi si trovano storie di gente comune, come i pugili del casertano che si danno alla boxe per avere un futuro lontano dalla camorra; gli scrittori che fanno parte della sua base culturale; i piccoli-grandi eroi del nostro tempo come Beppino Englaro e i grandi giornalisti come Enzo Biagi e Anna Politkoskaja: l’uno oscurato da Berlusconi, l’altra fatta uccidere dal suo degno sodale Putin. Ma un’immagine mi è rimasta impressa, e sicuramente mi tornerà in mente, ogni volta che rivedrò la copertina del libro, che ora è stato riposto insieme agli altri: quella di Felicia, la mamma di Peppino Impastato, che prima di morire aveva avviato una corrispondenza epistolare con Saviano. Una volta Felicia telefonò a Saviano, e gli disse: “Ti dico due cose: come mamma, ti dico di stare attento; come cittadina, invece…continuà così”. Aveva ragione, la povera Felicia.
Voglio rivolgere un invito a tutti affinchè questo natale si regalino sempre e solo libri. C’è fame di cultura in questo Paese, nel quale i bravi giornalisti finiscono nelle liste di proscrizione dei governanti piduisti e gli scrittori coraggiosi sono costretti a vivere sotto scorta. Mi onoro di far parte di quell’Italia che legge Saviano e Travaglio; quell’Italia che non guarda Vespa e non legge i suoi libri; quell’Italia che conosce la storia. Soprattutto quella contemporanea.


«Non perdete la testa»

Dicembre 15, 2009

Il gesto criminale di Tartaglia, che ha ferito Berlusconi con una statuetta, è da condannare senza se e senza ma. Mi sembra abbastanza pacifico. Ci fa ricordare che siamo il Paese che ha ucciso Peppino Impastato che si ribellava alla mafia, l’anarchico Pinelli (volato dalla finestra di un commissariato) e il commissario Calabresi, le vittime innocenti di piazza Fontana e della stazione di Bologna, dell’Italicus e di Portella della Ginestra. Uno dei primi momenti del fascismo coincise col delitto Matteotti; poi, nel dopoguerra, l’attentato a Togliatti. Parto proprio da quest’ultimo episodio, quando il leader comunista, da un letto d’ospedale disse ai suoi compagni «non perdete la testa». Ecco, mi sa che la testa, da domenica sera in poi, la stiano perdendo in molti. Si cerca di fare passare il gesto di uno sconsiderato affetto da problemi psichici come il risultato di un clima d’odio che regna nel Paese. Alcuni, addirittura, indicano in Di Pietro, il “mandante morale” dell’attentato. Ha detto bene Vendola, qualche minuto fa a “Ballarò”, sottolineando come il gestaccio di Tartaglia, nell’immaginario collettivo più credulone, possa danneggiare l’opposizione, mentre in democrazia, ha detto il leader di Sinistra e Libertà «vanno tutelati soprattutto i nemici, con i quali scontrarsi in maniera franca e anche aspra, ma senza mai cedere alla violenza fisica o verbale». E di violenza verbale ce n’è stata tanta, oggi, in Parlamento. Cicchitto ha messo sul banco degli imputati Idv, il gruppo editoriale “La Repubblica-L’Espresso”, il più grande giornalista italiano Marco Travaglio, definito «terrorista mediatico», Michele Santoro e il Fatto Quotidiano, definito, in maniera dispregiativa “mattinale delle procure”. Insomma, sembra una lista di proscrizione, da parte di chi è ancora convinto di poter dare delle lezioni di democrazia agli altri. La Gelmini lamentava il fatto che molti definiscono Berlusconi “piduista”. Lo è stato, lo sappiamo tutti, tanto che il numero della tessera d’iscrizione alla loggia massonica deviata è noto a tutti. Così come sappiamo che chi non vuole sottoporsi al giudizio della magistratura, dice che questa fa politica e deborda dai suoi compiti istituzionali. Mai come in questo momento, chi è senza peccato scagli la prima pietra. Si facciano tutti un esame di coscienza. E si diano tutti una regolata. Confido negli statisti autentici, come Napolitano, Fini e pochi altri. E non si perda mai la testa, mantenendo quel valore inestimabile che è la democrazia, che, in quanto tale, prevede il rispetto dell’avversario. Che non è un “male necessario” come lasciano intendere i berluscones, ma un bene prezioso.


Lavanderia discreta

Dicembre 15, 2009

Rieccomi a trattare temi minimalisti, ma l’aneddoto merita un post. L’altra mattina il tempo era buono, e avevo un paio d’ore libere (cosa rara). Esco per le commissioni giornalierie con un giaccone col collo in pelo sopra la giacca di velluto. La temperatura è fresca, almeno per i nostri standard. Dopo un pò, mi ritrovo a camminare a passo svelto sul lungomare, proseguendo su quel che resta della pista ciclabile, fino ad arrivare alle porte di Locri. Ritorno a passo spedito e, appena arrivato a casa, mi butto sotto la doccia: maglia interna, camicia e giacca sono inzuppati di sudore e anche il giaccone merita un lavaggio. Metto tutto (tranne la maglia interna) in un bustone e nel primo pomeriggio lo porto in lavanderia. La titolare estrae gli indumenti dalla busta e poi mi chiede “perchè la camicia è bagnata?”. “Perchè stamattina ho camminato a lungo ed ho sudato”, rispondo io. “Non è possibile, questo non è sudore”, mi fa, con lo sguardo severo e penetrante di chi becca il “bambino” con le mani nella marmellata. Quest’atteggiamento m’indispone e rispondo in maniera assai acida: “va bene, la porti da un biologo e la faccia analizzare”. La mia “rivale” rilancia, mostrandomi il perimetro di un alone normale di sudore, aggiungendo che “non è normale che anche le maniche siano sudate”. Fatico a reggere questo confronto surreale e divento ancora più acido “Va bè, se non è normale vorrà dire che mi farò un check up per capire il perchè di questa abbondante sudorazione, ma che motivo avrei di mentirle?”. A questo punto, decide – poco convinta – di cedere. Mi spiega che se è sudore va lavata in un certo modo, se è acqua in un altro. Lascio gli indumenti e penso che dalla prossima settimana cercherò un’altra lavanderia, che non sia fuori mano, che lavori bene, e che soprattutto sia gestita da gente discreta,che non t’interroga con una lampada in faccia o non ti tiene un’ora a parlarti di cose che non t’interessano per niente come succede in un’altra, gestita da persone che non capiscono che vado sempre di fretta. Scusatemi se sono scorbutico, oggi. Ma è ancora martedì e il week end è lontano. ;-)


Matrimonio longilineo

Dicembre 12, 2009

Questi sono i momenti in cui si avverte la mancanza di un settimanale di gossip comprensoriale. Già, perchè, un evento del genere avrebbe rubato la scena, per almeno un paio di settimane, ai vari Briatore, Gregoraci, Corona e Belen. Peppe Racco si è sposato. Sì, proprio lui, l’ex tombeur de femmes degli anni ‘90 (collocatosi a riposo da diversi anni) e che dopo aver abbondantemente varcato la soglia dei quarant’anni, ha incontrato la persona giusta, decidendo (finalmente) di convolare a giuste nozze. Ecco le fasi salienti della cerimonia, conclusasi da meno di un’ora.

L’arrivo degli sposi è stato da autentici padroni della scena. Peppe sembrava un politico navigato, anche più del cugino Luciano, consigliere regionale del Pd presente alla cerimonia. Anche Giuliana era a suo agio; entrambi avevano l’aria di chi non si prende molto sul serio e affronta anche il giorno più importante della propria vita, col giusto spirito. Ridanciano come sempre. Ecco i due sposi all’ingresso dell’hotel

Noi invitati, nel momento di entrare nella sfarzosa struttura, abbiamo avuto la sensazione di trovarci in mezzo a una puntata delle serie televisive americane anni ‘80, tipo “Dallas” o “Dinasty”, per intenderci. Ma eravamo a Roccella Jonica, Italy. E soprattutto tra amici, e non potevamo stare che bene. Lo sposo ha curato in maniera meticolosa la scelta delle cameriere, bravissime e bellissime, e anche la disposizione dei tavoli, denominando ognuno di loro col nome di un’isola, di una di quelle mete tradizionali delle vacanze da sogno. Lo ringrazio pubblicamente per avere denominato il nostro tavolo “Cuba”. ;-) Eccoci, quindi, ritratti negli scatti di Barbara. Priorità al trio delle meraviglie, che ha già dato prova, nel recente passato, di essere la formula ideale per delle serate al Blue Dahlia ;-)

La punta centrale e l’altra “torre” hanno offerto, come sempre, una prestazione assai generosa, mentre il tridente, per larghi tratti della partita è stato meno incisivo del solito, complice la prova altalenante del biondino, che spesso si è assentato per rispondere al telefono. Ma c’era anche il “resto” della tavolata, composto dal fior fiore dei giovani professionisti della Locride, quelli che una volta si chiamavano “Yuppies”:

Non poteva mancare l’ospite d’onore, che ha impreziosito con la sua presenza il tavolo “Cuba”: si tratta di un influente politico capitolino, qui visibilmente divertito durante la visita degli sposi, con Peppe che fa la classica espressione di quando sta imitando “qualcuno” ;-)

La cronaca della cerimonia prosegue, depurata dagli inevitabili “omissis” (non è carino scrivere certe cose sul blog, ma ci siamo divertiti parecchio) e allo sposo è toccato l’onore-onere di cantare il primo brano, accolto dal duo dei “Gemelli uguali”. La canzone (la solita, che canta sempre) è stata “Avrai” di Claudio Baglioni. Che sia di buon auspicio per quando la famiglia sarà allargata ;-)

Ovviamente, anch’io ho contribuito al “concertino” e sulle note di “Your song” di Elton John, gli sposi hanno ballato il primo lento.

La festa si è protratta ben oltre le diciannove, ed è stata davvero divertente, con l’euforia che ha coinvolto davvero tutti, grandi e piccini :-)

Prima di chiudere, però, non è sfuggito all’obiettivo indiscreto del blogger un dialogo fitto fitto tra il politico del Pdl romano e il consigliere regionale del Pd: cosa si saranno detti?

La cronaca del matrimonio degli sposi belli, avvocati e longilinei finisce qui. Attraverso questo inutile blog ho voluto estendere un pizzico di gioia a chi, per ovvie ragioni numeriche, non è stato invitato, a chi è stato invitato e non ha avuto la possibilità di venire, e a chi vuole unirsi a noi, nel formulare i migliori auguri di lunga e felice vita coniugale a Peppe e Giuliana. Dall’Italia…all’Olanda, un solo urlo: EVVIVA GLI SPOSI! :-)


Decemberfest

Dicembre 8, 2009

Se fossimo stati nel mese di ottobre, avrei intitolato il post “Oktoberfest”, in ossequio alla grande kermesse a base di birra e allegria che si tiene ogni anni a Monaco di Baviera. Una rondine, si sa, non fa primavera, e qualche sprovveduto s’era illuso di aver visto, dopo la vittoria di sabato contro una modesta Inter, una squadra degna delle maglie che indossa. E invece no. Oggi, ladies and gentleman, è andata in scena la Juve targata Ferrara, Blanc, Secco ed Elkann. Senza gioco, senza inventiva e, quel che è peggio, senza carattere. Una squadra simboleggiata dai volti beoti dei due cavalli da parata brasiliani Felipe Melo e Diego, pagati decine e decine di milioni quest’estate e che rendono meno di Caceres. Una squadra che trova il goal col solito Trezeguet, subisce il pari e va al riposo sull’uno a uno e inserisce Poulsen, uno tra i più modesti incontristi del campionato di serie A, al posto di Del Piero, che non sarà al top, ma se non gioca in queste partite decisive, quando gioca? Una squadra che è rimasta costantemente schiacciata nella propria metà campo, contro un Bayern che nemmeno sul 3-1 era pago del vantaggio e ha continuato ad attaccare fino a chiudere sul 4-1. Una squadra che si è meritata i fischi dei suoi tifosi, quelli che a dieci minuti dalla fine hanno cominciato a sfollare, e quelli che, in preda allo sconcerto, hanno lanciato cori inneggianti a Luciano Moggi – stendiamo un velo pietoso – e Gianni Agnelli. Sono proprio curioso di sapere cosa pensano i (presumo pochi) sostenitori di Ciro Ferrara rimasti. L’allenatore fatto in casa (come le tagliatelle della domenica) si è piegato ai desiderata di dirigenti non sempre competenti e se è vero che finora in campionato (con Cannavaro, Caceres e Grosso in più, gli altri non li conto…) ha fatto gli stessi punti di Ranieri, è altresì vero che lo scorso anno abbiamo stravinto la prima fase di Champions, dopo aver battuto due volte il Real Madrid. Quest’anno no. Siamo fuori dalla Champions League già nel giorno in cui si preparano gli alberi di Natale e sulle tavole compaiono i primi panettoni. A proposito di panettoni…ma se lo deve proprio mangiare Ferrara, il suo? Se proprio deve, lo mangi pure a casa sua, da allenatore esonerato. Pare che una fetta del dolce natalizio inzuppata nel Danette Danone sia una prelibatezza come poche.


L’apparenza inganna

Dicembre 7, 2009

Chi l’avrebbe mai detto che dietro le virtù estetiche di una delle donne più belle del mondo (almeno secondo i miei canoni) si celasse una mente assassina? Amanda Knox è stata condannata in primo grado per il delitto di Meredith con l’aggravante della calunnia nei confronti del musicista nero Patrick Lumumba. Non voglio entrare nella vicenda processuale perché l’ordinamento giuridico vigente prevede ulteriori gradi di giudizio e di fronte all’uccisione di una ragazza le mie considerazioni frivole lasciano il tempo che trovano. Dico solo che se l’ulteriore percorso processuale dovesse confermare la sentenza di primo grado, le convinzioni di Cesare Lombroso, che parlava di “delinquente nato” che si riconosce dai tratti somatici, in questo caso vacillerebbero assai. Stranezze dell’estetica.