La potente lobby dei camionisti, che fa largo uso di calendari con foto di nudi femminili ed è capace di favorire l’ascesa al potere di dittatori golpisti (chiedere a un certo Augusto Pinochet), in Italia è riuscita a portare al governo Mara Carfagna, già valletta di Davide Mengacci e “gnocca forzista”. Grazie allo psiconano (la definizione è di Beppe Grillo, non mia), dunque, trionfa il “pussy power”. Alla luce di questo, lancio fin da ora, la candidatura di Beatrice Borromeo a premier di un centrosinistra unito. Altro che Walter e la sua pappagorgia! Lanciamo una figa di gran classe, colta, intelligente e progressista, contro le posine da calendario del Pdl. Che ne dite? Facciamo le primarie?
Il cartello nella foto è affisso sulla parete della toilette al pian terreno (lato nord) del palazzo municipale di Siderno. Per motivi assolutamente inspiegabili, mi ha indotto a una profonda riflessione su quelli che sono i rapporti tra politica e stampa. Ho sempre saputo (e studiato) che in democrazia sono due cose che devono restare rigidamente separate. L’una non può interferire nel lavoro dell’altra. Però, la mia modesta esperienza di cronista di politica paesana, mi ha fatto capire quanto la stragrande maggioranza dei politici, di qualsiasi schieramento, tenda a ficcare il naso nel nostro lavoro. Per carità, niente di che: suggerimenti pleonastici, sottolineature inutili, indicazioni prive di qualsiasi rilevanza giornalistica ma fedeli al credo della propria parrocchia. Questo mi induce a pensare che sono in molti a voler uscire sulle pagine della testata per la quale ho l’orgoglio di collaborare. Buon segno. Il punto è che a volte ci sono dei politici (per la verità non tutti) che pretenderebbero spazi maggiori, magari foto che li fanno apparire più giovani e carini, e quant’altro sia necessario ad appagare la loro vanità, che spesso sembra pure prevalere sugli interessi di partito o di coalizione. Gli estremi sono quando pretenderebbero che il giornale divenisse una sorta di propaggine del proprio ufficio stampa, fino a quelli che vorrebbero perfino l’articoletto di parte. Allora, cari amici di maggioranza, opposizione e gruppi extraconsiliari, rassegnatevi: da noi non c’è trippa per gatti! I più illuminati lo hanno capito da tempo e se ne stanno buoni buoni, quelli più duri di comprendonio occasionalmente insistono. Mi dispiace per voi. Siamo come l’avvenente fanciulla di una canzone di De Andrè che quando il sovrano Carlo Martello le si para davanti, rapito dal fascino della pulzella, quest’ultima risponde: «ad altra più facile fonte la sete placate». Anzi, uno dei criteri principali che adotterò quando andrò a votare nelle consultazioni future, sarà proprio la valutazione del comportamento che il candidato ha tenuto nei confronti della stampa. Se avrà rotto i coglioni, il mio voto se lo scorda!
Mi sono sempre chiesto come fosse l’atmosfera del concerto del Primo maggio a piazza San Giovanni a Roma. Non ci sono mai stato. E allora, affidandomi a queste foto e a questi videoclip, scopro che c’era tanta bella gente, che teneva in mano bandiere che non tramonteranno mai.
e non erano necessariamente giovanissimi, come dimostra questo simpatico ferroviere
Intanto, una misteriosa brunetta, rivolge il proprio personale invito al nuovo premier
Giuliano De Palma e i suoi ripropongono un classico rivisitato
Mentre c’è tanta, ma tanta ironia, nelle magliette, nelle bandiere e in improbabili santini
e per finire, come ogni anno, l’esplosione della folla che canta “Bella Ciao”. Mi sa che quest’anno assume la valenza di un gesto liberatorio. Coi tempi che corrono…
A proposito della polemica odierna, dopo le determinazioni di Gheddafi e della Lega Araba che hanno fatto sapere in maniera risoluta che non gradirebbero Calderoli ministro degli esteri, ammetto che la posizione assunta da tutte le forze politiche parlamentari italiane è costituzionalmente corretta: ognuno nomina i ministri che vuole, nell’ambito della propria sovranità nazionale. Una cosa è certa, però: da cittadino europeo residente in Italia, MI VERGOGNEREI AD AVERE COME MINISTRO UNO COME CALDEROLI! Sarò intollerante? Ma se a dirmelo è un elettore di Calderoli…beh: “‘u cacatu ‘ngiurija ‘u pisciatu”.
In realtà si tratta del solito prologo di inizio maggio, ma in fondo non si stava poi così male. Giusto un’oretta sotto casa mia, a leggere in relax qualche capitolo de “La Casta” - anche in riva al mare ci si deve indignare - dopo essermi abbondantemente cosparso il corpo del latte solare i.p. 30 (quello dei bambini, per intenderci). Mare quasi calmo, temperatura ottimale, ventilazione inapprezzabile (come diceva il grande Sandro Ciotti). Come inizio non c’è male, anche se devo trovare subito un latte solare migliore (mi sa che mi devo “buttare” su Angstrom o Korff) e rifare un pò di guardaroba balneare, infradito e costumi compresi.
Intervengo, con qualche giorno di ritardo, sul confronto dialettico tra Angelo e Domenico coi commenti nel post “Io preferisco l’aspartame”. Faccio una premessa: io ho iniziato a lavorare, a tempo pieno, quaranta ore alla settimana, all’età di diciott’anni e due mesi, quindi non ho mai avuto il tempo, nè la possibilità di manifestare. Il mio esiguo tempo libero, infatti, lo dedicavo ai miei studi universitari post-lavoro e a coltivare le mie passioni, una delle quali è diventata il mio secondo lavoro. Tuttavia, non biasimo chi va a manifestare, perchè è sicuramente un’espressione di democrazia. Critico, invece, quei dirigenti politici che sono bravi solo a manifestare e non riescono a fare altro così bene. Escludo da questo novero Diliberto, che è stato un ottimo ministro della Giustizia, ma prendo dichiaratamente le distanze dai trotzkisti, dai rifondaroli, dai tutrigliatti, dai ferrandi, dai cultori dell’ortodossia marxista che non entrano in chiesa vantandosene e poi, per fare una vita relativamente agiata si fanno raccomandare dai democristiani, dai gestori dei locali alternativi che farneticano al microfono comizi rivoluzionari e poi applicano rigorosamente i principi ipercapitalisti, dai fondatori di microsigle che più di sinistra non si può che si fottono i rimborsi elettorali, da chi non ha mai lavorato in vita sua e sfotte chi si fa il culo così, da chi le rivoluzioni li fa nei salotti bene. Basta! State lontani da me, mi avete rotto i coglioni almeno quanto leghisti, fascisti e piduisti al governo! Credo che la sinistra italiana non abbia bisogno di questa gente, degli pseudorivoluzionari per partito preso e dei manifestanti per professione. Dieci anni fa Diliberto e pochi altri fondarono un partito per staccarsi da Rifondazione che aveva fatto mancare il proprio appoggio al primo governo Prodi. Ora, a dieci anni di distanza, l’esperimento della Sinistra Arcobaleno insieme a Rifondazione, si è rivelato fallimentare. E allora, lasciamo perderli questi. O il Pdci si federa con Sinistra Democratica e dà vita a un soggetto serio e credibile di Sinistra con cultura di governo, altrimenti è meglio confluire nel Pd e spostarlo fin quanto possibile a sinistra. Perchè le lotte per i diritti dei più deboli sono una cosa seria, e devono essere condotte da gente seria. Buon Primo Maggio
Ricordate il matrimonio tra Francesco Totti e Ilary Blasi? Vendettero i diritti televisivi a Sky. Vincenzo Frascà e Claudia Cusato, invece, hanno ceduto gratuitamente i diritti delle immagini del loro matrimonio, concluso da qualche ora, all’inutile blog. Sono dei grandissimi amici, non c’è che dire. E quindi, eccovi le fasi salienti della cerimonia. Cominciamo, ovviamente, dall’arrivo della sposa, nello splendido scenario del santuario della Madonna di Prestarona. Sono da poco trascorse le 11.30
La cerimonia è stata bella e partecipata. Noi di Calabria Ora quest’amore l’abbiamo visto nascere, ed era giusto che fossimo testimoni della sua celebrazione
Fuori dalla chiesa, tengo alta la bandiera in mezzo a un gruppo di destraioli, forte della mia cravatta “giallo Calabria Ora”
Dopo avere apposto la propria firma, Peppe Cavallo riconsegna la busta alla cassiera Domenica Bumbaca
Ecco il momento più emozionante. Quello del “sì”
E poi un’esperienza nuova, almeno per me e per altri invitati, quella dell’offertorio. Da buona “bestia da soma” quale sono, mi hanno affidato l’offerta più pesante: un grosso cesto di prodotti alimentari, ma non mi sono tirato indietro, fingendo nonchalance dopo aver consegnato il cesto al sacerdote
Ottimo il lavoro svolto dagli altri “portatori” dell’offertorio. Qui vediamo Agostino Riitano che riguadagna in gran fretta la propria postazione dopo aver portato il “suo” dono
Terminata la cerimonia, l’immancabile lancio del riso
Dopodichè l’allegra carovana si è trasferita al ristorante “L’Orchidea” di Bovalino. Ecco uno dei due tavoli di CO: Antonella Scabellone, Io, Giuseppe Cavallo, Antonio Baldari, Elia Fiorenza, Maria Teresa D’Agostino e Domenica Bumbaca
Tra i più soddisfatti, la cara amica Antonella, che oltre a essere stata eletta “Miss Matrimonio” da una selezionata giuria, ha rivelato ottime doti organizzative, per quanto attiene all’addestramento degli addetti all’offertorio
E poi, musica danze e anche un omaggio musicale che però nel blog non si può pubblicare. Lo posso inviare a chi me ne farà richiesta. W GLI SPOSI!
Adesso basta con questa politica. Meglio parlare della splendida serata di ieri. Ore 22 sotto casa di Domenico. Ci si ritrova più per mantenere un impegno preso che non per reale convinzione. Del resto, il sonno incalza e in Tv c’è Anno Zero, che non offre solo le meravigliose fattezze della Borromeo, ma una puntatona con in studio lo scrittore anticamorra Saviano e un Sandro Ruotolo da brivido coi suoi servizi nel cuore della terra dei casalesi. Ma io, Mimmo e Peppe, andiamo lo stesso, tanto l’obiettivo è a dir poco minimalista: un bicchiere di vino in compagnia da Micuicola (storica enoteca di Marina di Gioiosa Jonica) e poi a nanna. L’atmosfera, una volta giunti, è quella di sempre. I tavoli sono tutti occupati ma non importa, si sta bene lo stesso. In un tavolo c’è Giorgio che allieta i commensali con la sua pungente ironia, poi il concerto dei Gozza Ensemble inizia. Sono in tre, dei quali conosco molto bene Mimmo Cavallaro, suonatore di chitarra, lira e altri strumenti a corda, da tempo uno degli artisti più apprezzati nel panorama musicale regionale. Antesignano del Tarantella Power di Caulonia, Mimmo e suoi compagni di concerto, propongono un repertorio di brani tradizionali, tra i quali spicca il “Caterinè Ccì Ccì” che vi propongo su You Tube. E’ un crescendo. Il concerto dura fino alle 2 e la gente si scatena. Si fa amicizia tra i tavoli e il personale del locale è cordiale. Tra i presenti, un imprenditore scozzese che ha deciso di investire nel settore immobiliare a Roccella Jonica (il signore biondo e panciuto che entra ed esce dal locale) e la sua compagna australiana, donna particolarmente simpatica che si è esibita nel “fischio con le dita” e non ha esitato a gettarsi nel vortice delle danze. Succede solo da Micuicola. Nella sua atmosfera unica, coi suoi manicaretti e la sua ricchissima cantina. E soprattutto, coi suoi frequentatori speciali. Sembrava di essere in Europa. Davvero
Nel periodo in cui l’asse della rappresentanza parlamentare non è mai stato così a destra, arriva la sentenza di Cosenza che assolve tutti i No Global e smonta il teorema accusatorio del pm Fiordalisi. Meno male che c’è la magistratura. E poi non lamentatevi se un magistrato scende in politica e guadagna sempre maggiori consensi, perchè adesso la gente che si fida sempre meno dei politici, confida nella magistratura. Speriamo che ora si prosegua in percorso iniziato con Montesquieu e durato, tra alti e bassi, fino a oggi, ovvero l’indipendenza della magistratura, fortemente a rischio se si pensa che il premier è stato un piduista. ORA E SEMPRE RESISTENZA!
Mio cognato mi ha mandato la foto di una bustina di zucchero che gira nei bar del Piemonte, e in tutto il nord in generale.
Io il caffè lo prendo amaro,ma se proprio devo…meglio l’aspartame. Non trovate?
Ah, a proposito del concetto di modernità tanto caro a certi neoliberisti. L’avete sentita la sparata del signor Fenech…pardon, Montezemolo, che ha subito alzato la cresta dopo la vittoria della coalizione amica, arrogandosi la rappresentatività dei lavoratori e chiedendo a gran voce un “sindacato più moderno”, che tradotto in soldoni, significa “sindacato giallo”? In questo momento in cui la Sinistra non è in Parlamento , ritengo prioritario rinforzare i sindacati, le associazioni, i corpi intermedi in genere e tutta la Sinistra sommersa che nel Paese c’è ma magari non è andata neanche a votare. Altro che sindacato “moderno”!
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